2013
Dzemaili meglio di Inler, Napoli tra prove di forza ed incognite
Non consigliata ai deboli di cuore la rocambolesca vittoria del Napoli all’Olimpico di Torino: dall’1-2 al 3-2 fino al definitivo 3-5 passando per rigori sbagliati ed ingenuamente regalati e dal solito devastante Edinson Cavani. In un quarto d’ora fa e disfa tutto: la follia del tocco di mano che ha concesso al Torino il rigore del momentaneo 2-2, poi la strepitosa doppietta ulteriore mattone di una crescita esponenziale che lo ha reso senza dubbio tra i migliori calciatori del pianeta.
BRILLA LA LUCE DI DZEMAILI – Detto di Cavani, l’eroe della notte di Torino è Blerim Dzemaili: la tripletta messa a segno dal centrocampista svizzero ha dello straordinario pensando alla fattura delle reti. Un colpo da biliardo – in occasione del suo secondo gol – e due bolidi dalla distanza che testimoniano ed evidenziano la sua abilità principale: la conclusione. Già in luce in tal senso nella scorsa stagione – tre reti in un campionato in cui non ha praticamente mai giocato da titolare – lo spartito si è ripetuto nell’attuale annata, dove gli è stato preferito Inler fino all’evidenza dei fatti: a parte la capacità realizzativa, fattore che ha premiato anche la balistica dell’ex Udinese, Dzemaili assicura maggior dinamismo e velocità ad un centrocampo che troppe volte non è in grado di innalzare i ritmi di gioco finendo per distrarsi ed ostacolare la fluidità della manovra.
UN ACCANTONAMENTO ILLUSTRE – Nella sua esperienza partenopea Gokhan Inler si è reso protagonista di alcuni gol fondamentali – vedi la rete sul campo del Villarreal che diede al Napoli la qualificazione agli ottavi di finale della scorsa Champions League nonché il momentaneo 3-1 di Londra, gol della speranza nel ritorno della doppia sfida con il Chelsea – ed ha confermato il punto di forza in questa stagione, realizzando ben cinque reti tutte da distanze siderali. Lo svizzero però è venuto meno sotto il profilo della prestazione: chiamato a dare il salto di qualità alla squadra in termini di spessore e personalità, è in troppe occasioni risultato inadeguato, lento e piuttosto distratto. Mazzarri non gli ha mai fatto mancare la fiducia ma ora sembra aver definitivamente optato per le prestazioni del suo connazionale: il tutto apre ad un epilogo inatteso, con Inler che – acquistato dall’Udinese per l’importante cifra di sedici milioni di euro più altri bonus – potrebbe clamorosamente ed anticipatamente finire in secondo piano nell’economia partenopea e dunque in odor di cessione.
LE ALTRE CERTEZZE EMERSE DA TORINO – Superfluo starne a discutere: la società ed in prima persona Aurelio De Laurentiis dovranno percorrere ogni strada possibile per scongiurare l’addio di Edinson Cavani. Un calciatore che oramai fa la differenza come pochi altri al mondo e la cui sostituzione, per un club in crescita ma non già affermato a livello internazionale, risulterebbe piuttosto complessa. Ad ogni modo il presidente ha ragione: il futuro dipende dalla volontà dell’uruguaiano, controproducente trattenere un calciatore contro la sua volontà. E’ dunque obbligatorio lavorare in tal senso con netto anticipo per non lasciarsi cogliere impreparati. Ma non basta: sarà fondamentale centrare il secondo posto per garantirsi la partecipazione alla prossima Champions League e – anche tramite i fondi che ne derivano – un adeguato rafforzamento negli altri comparti di campo, a partire dal portiere, con De Sanctis in evidente calo di attenzione e rendimento ed il suo secondo non all’altezza. L’oramai certo addio di Camapagnaro e i limiti palesati da Britos aprono le porte a due arrivi di peso nel settore difensivo – Astori e Ogbonna due nomi credibili – ed il centrocampo ha bisogno di un calciatore totale il cui profilo potrebbe rispondere al nome di Radja Nainggolan. Con l’eventuale cessione di Inler che lascerebbe spazio per l’assalto ad un top player: il Napoli riparte da un secondo posto che non può sfuggire. Ne mancano otto, Torino è una prima prova di forza.