2013
Udinese, Pozzo: «Con il nuovo stadio risorse e ambizioni»
UDINESE POZZO – Società modello e presidente lungimirante: possono bastare questi ingredienti per portare avanti un progetto ambizioso? A quanto pare sì, dato che l’Udinese ha ottenuto la concessione del diritto di superficie sull’area dello stadio Friuli per i prossimi 99 anni: «È una giornata storica per tutto il Friuli e per me, personalmente, rappresenta la fine di una “via crucis” durata dieci anni e che ci porterà a realizzare un impianto moderno ed efficiente per il calcio, ma che sarà aperto a tutti, sette giorni su sette. Come sarà il nuovo stadio? All’inglese, 25 mila posti tutti al coperto, riscaldato, con ogni comfort, ristoranti, sky box. E altri 18 mila metri quadrati di spazi liberi che possiamo destinare ad altre attività per far vivere l’area tutta la settimana. La spesa di partenza è 26 milioni circa, che compensa il valore del suolo. Più gli altri investimenti che faremo in quei 18 mila metri. E la gestione virtuosa di questi anni ci ha aiutato allo sviluppo di questo piano industriale», ha dichiarato, come riportato da La Gazzetta dello Sport, Gianpaolo Pozzo, che poi ha parlato della tempistica: «Quando cominciano i lavori? A maggio. E in un anno facciamo tutto. Soffriremo un po’ nella stagione 2013-14, ma da lì in avanti per 100 anni abbiamo finito di lottare».
Una nuova dimensione, dunque, per il club friulano e, perché no, anche nuove ambizioni: «Diciamo che, se non l’avessimo fatto, in 5-10 anni avremmo perso gran parte del nostro patrimonio di tifosi. Era un’operazione indispensabile: la tv presenta un prodotto sempre migliore, se lo stadio non è confortevole il tifoso resta sul divano, che costa meno ed è più comodo. Il nuovo stadio porterà nuove risorse, ingaggi migliori, contratti più lunghi. Ma ci sarà sempre il giocatore che vuole andare in una big. Ameno che non faccia una scelta di vita come è successo a Di Natale, Domizzi o Pinzi. La componente emotiva, nel calcio, è fondamentale e avere a disposizione un catino bollente, perché sono sicuro che il numero medio degli spettatori verrà incrementato, moltiplicherà il calore percepito in campo dai nostri giocatori e ci aiuterà a fare sempre più punti in casa», ha spiegato Pozzo, che poi ha raccontato come è nato l’accordo: «Ora lo consideriamo l’uovo di Colombo, ma abbiamo lottato dieci anni. La domanda era: come fa il Comune a regalare lo stadio? Ma lo stadio in questi anni è costato cifre importanti, altri 3 milioni solo pochi giorni fa, ed era comunque obsoleto. Il Comune si libera di un onere che non produceva, per noi diventa un’opportunità».