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2013

Valzer di panchine. O nulla di fatto

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A due mesi dal termine della stagione calcistica in alta quota ci sono poche certezze. Almeno per quanto concerne le guide tecniche al comando delle squadre d’elite nell’immediato futuro. Se, a parte qualche malessere ampiamente controllabile, gli unici certi della riconferma sembrano essere Conte e Petkovic, sulle altre cinque panchine di lusso – Napoli, Milan, Inter, Roma e Fiorentina – potrebbero scatenarsi effetti a catena.

MILANO AGO DELLA BILANCIA – Situazioni del tutto differenti ma dal possibile analogo finale: la dirigenza rossonera è assolutamente soddisfatta dell’operato di Massimiliano Allegri – abile a dare una precisa identità ad una squadra completamente rinnovata dopo i due inevitabili mesi shock in avvio di stagione e rilanciare con forza le ambizioni rossonere – ma la proprietà sembra meno convinta. L’impressione è che si vada verso una giusta riconferma, ma l’eventuale addio del tecnico toscano ai colori rossoneri renderebbe lo stesso pedina più ricercata – in primis da Napoli e Roma – per la prossima stagione. Con l’effetto a catena a cui si accennava. Del tutto diversa la vicenda Stramaccioni: il giovane allenatore romano non ha convinto, restano gli alibi della vicenda Sneijder e dei continui infortuni di Milito ma più volte l’Inter è crollata sotto il profilo dell’equilibrio generale. Squadra senza identità di gioco e piuttosto improvvisata. Moratti in prima persona si occuperà della vicenda, attendendo i risultati del finale di stagione: non è esclusa l’ipotesi di una conferma che offra la possibilità al tecnico di apprendere dai propri errori ed affermarsi nel prossimo futuro.

NAPOLI E ROMA, TANTI I DUBBI – In casa partenopea la strategia è stata svelata con chiarezza da presidente e dirigenza: si punta alla riconferma di Mazzarri – a cui sarebbe affidato un ruolo chiave anche in termini di calciomercato e garantita la costruzione di un organico da vertice, previo firma di un contratto pluriennale che eviti il palesamento di incertezze relative al futuro come accaduto nell’arco di questa annata – ma il tecnico non ha ancora sciolto le riserve. Come accade solitamente ha rinviato la decisione al consueto vertice di fine stagione, ma resta tutto apertissimo: Mazzarri può lasciare Napoli e a liberarsi sarebbe una panchina di vertice. Fronte Roma: dopo i risultati deludenti delle gestioni Luis Enrique e Zeman la società non può più sbagliare, pena il definitivo allontanamento di dirigenti oramai invisi alla piazza giallorossa. Dopo l’esonero del tecnico boemo si è proceduti con una certezza: optare per un cosiddetto traghettatore fino al termine della stagione per rimandare la scelta decisiva del progetto a bocce ferme, prendendosi tutto il tempo necessario per decidere con raziocinio, calma e lucidità. Il Caronte di turno però, Aurelio Andreazzoli, sta facendo l’impossibile per mettere in crisi la dirigenza: tredici punti in sei partite e media scudetto, l’ex collaboratore tecnico si gioca nei prossimi due mesi una riconferma che avrebbe del clamoroso.

L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI – Vincenzo Montella sarebbe oltremodo certo ogni ragionevole dubbio della riconferma alla guida di una Fiorentina che ha fatto brillare nel corso dell’intera stagione: meriti non soltanto tecnici, il giovane allenatore partenopeo si è dimostrato persona pacata ed equilibrata, lontano da sterili polemiche e dotato di spiccata personalità. Un allenatore top. Non sono mancate le lodi di Galliani nell’arco della stagione – se salta Allegri l’attuale tecnico della Fiorentina è tra i papabili – ma Montella, nonostante si racconti altro, è la prima scelta di Aurelio De Laurentiis nel caso in cui Mazzarri scegliesse di lasciare Napoli. E se i partenopei dovessero centrare l’obiettivo Champions – e non la Fiorentina – la manifestazione internazionale più ambita potrebbe fare gola al giovane tecnico. Con lo stesso Mazzarri che finirebbe nelle mire di Inter e Roma, quest’ultima che segue anche Allegri, quest’ultimo corteggiato dal Napoli stesso. All’orizzonte dunque un clamoroso valzer di panchine. O un nulla di fatto: ciò che appare legittimamente in odor di rivoluzione potrebbe clamorosamente restare immutato. 

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