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2013

Juventus, Di Carlo: «Attenzione al vortice Bayern»

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di carlo foto fornelli keypress

CHAMPIONS LEAGUE BAYERN MONACO JUVENTUS DI CARLO – Mentre Antonio Conte può studiarsi il Bayern Monaco con i dati raccolti dalla Juventus subito dopo il sorteggio per i quarti di finale di Champions League, la redazione di Tuttosport lo ha fatto con i dati Opta, analizzati con il tecnico Mimmo Di Carlo, per capire come andrà affrontata la squadra bavarese:  «Lahm e Alaba spingono molto e sono formidabili per continuità. Ma la forza dei tedeschi è più complessa. Quando sono in forma diventano devastanti grazie agli interscambi tra i due laterali (Lahm e Alaba) con il trequartista e i due esterni d’attacco (Ribéry e Muller o Robben). Uno dall’esterno punta il centro e l’altro si muove in senso contrario: essendo tutti giocatori tecnici e veloci, bloccarli è complicato. Anche perché sono molto abili a variare il fronte d’attacco, dove hanno in Mandzukic un centravanti tutt’altro che statico. Al 100 per cento, e con i tempi giusti, la loro manovra è come un vortice incredibile. Conte è bravissimo e troverà l’antidoto giusto. Non mi permetto di dargli consigli, ma una buona mossa potrebbe essere quella di attaccare i loro laterali molto alti in modo da ridurre loro le opzioni di gioco: l’ideale sarebbe obbligarli a ricorrere soltanto al lancio lungo», ha dichiarato l’ex allenatore del Chievo Verona, che poi ha parlato dell’assenza di Javi Martinez: «Per il Bayern sarà una perdita pesante. Luiz Gustavo, maggior indiziato ad ereditarne il posto, è un buon giocatore, però non è al livello di Javi Martinez. E pure Schweinsteiger, rispetto al basco, è meno preciso nei fraseggi e costante nel recupero palla».

L’analisi di Di Carlo si è spostata nell’ambito del possesso palla, della fisicità delle squadre e sui punti deboli: «Tanto la Juventus quanto il Bayern prediligono il possesso palla. Le orchestre però sono diverse: i bianconeri cominciano il pressing molto in avanti. I tedeschi, al contrario, tendono a compattarsi un po’ più indietro: puntano alle linee di transito degli avversari e grazie al fraseggio innescano le loro ripartenze micidiali. Senz’altro io punterei su una squadra più fisica. Giovinco e Vucinic possono essere determinanti perché dietro la squadra di Heynckes qualche occasione la concede sempre. Il motivo? Il Bayern è abile a difendere di squadra, però se salta qualche scalatura, in difesa va in difficoltà perché i suoi marcatori sono possenti ma abbastanza statici. E soprattutto soffrono da matti gli uno contro uno».

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