2013
Italia, Prandelli: «Cerci è un ragazzo interessante. Totti? Mi obbliga a prenderlo in considerazione»
PRANDELLI TOTTI ITALIA CERCI – Brasile e Malta saranno i prossimi avversari dell’Italia in amichevole e poi nelle qualificazioni ai mondiali di Brasile 2014. Il ct Cesare Prandelli ha parlato oggi in conferenza stampa, soffermandosi sui convocati e sulle gare a venire, ecco le sue parole: « Cerci? Diciamo che lui quest’anno ha dato continuità degli ultimi anni, è un ragazzo interessante con buone qualità e un ottimo tiro, quindi abbiamo voluto iniziare questo percorso pensando di poter utlizzare un domani due attaccanti esterni. Ha una grandissima motivazione ed è sempre concentrato, sta sfruttando bene la sua opportunità. Il mio futuro? Il clima del calcio italiano non mi piace, ma dobbiamo dare una mano a cambiarlo. Conte ha ragione, molte situazioni sono violente ed esasperate e possono portare a cambiare, è anche una questione di dignità. Il calcio è emozione, ognuno può esultare come vuole, ma c’è una sottile linea tra esultanza e mancanza di rispetto di cui va tenuto conto, ma non mi riferisco a Conte, da parte sua non ho visto nulla di particolare. Noi siamo responsabili del nostro comportamento, iniziamo da lì: dobbiamo avere rispetto di tutti, se ci sono manifestazioni violente dobbiamo reagire educatamente e ci sono modi e modi di essere presenti al problema. Io guardo il comportamento nei 90 minuti di gioco.»
Qualche parola anche su campionato e argomenti vari: «Lo scudetto? Conoscendo lo spirito juventino, correranno fino all’ultimo secondo, non daranno vantaggio a nessuno. Abbiamo oltre ad 8 juventini, anche 5 milanisti… Mi piace l’idea di poter lavorare sui blocchi, perchè non avendo tanto tempo, abbiamo giocatori che conoscono determinati schemi e lo spirito di squadra può essere aiutato così, anche se le decisione sui singoli sono sempre sul merito, ma non vedo in giro giocatori molto più forti rispetto a quelli che ho convocato adesso. I vari reparti? Dobbiamo fare un cammino: non dimentichiamo quanto fatto di buono, è un percorso che va fatto insieme pensando di avere un attacco con ali molto larghe, senza improvvisare. Il centrocampo deve avere una certa solidità, ma sono cose che vanno valutate sul campo, ma non dimentichiamoci mai del nostro centrocampo. La violenza nel calcio? Dovremmo essere tutti preoccupati, i colleghi esteri sottolineano che non ci sono comportamenti così da loro, in Italia non siamo riusciti ancora a trasmettere i giusti valori, c’è molta violenza ed esasperazione, molta provocazione: il nostro compito è essere corretti. L’estero può essere una esperienza importante, perchè lì si può fare il proprio lavoro senza spendere energie su altre cose, ogni volta che un allenatore risponde a domande che non c’entrano nulla col calcio, non è bello. La Fiorentina sta facendo una grande stagione, gioca 30 metri più avanti, ha forse bisogno di giocatori più giovani.»
Le dichiarazioni sulle due gare di questa settimana e ancora sulla Serie A: «Sarebbe un errore sottovalutare la partita col Brasile, anche se quella con Malta varrà i 3 punti: non possiamo fare esperimenti, è una partita importante. La Juve? Ha giocatori che vincono e si propongono, acquistando sicurezza e personalità partita dopo partita. E’ aumentato il numero di giocatori del Milan, la maggior parte delle squadre italiane ha modificato concetto di gioco tenendo la palla bassa, poche volte, se non negli ultimi minuti, buttano palla a casaccio: il campionato italiano sta dimostrando di essere difficile ed interessante. La Juve in Champions? Spero possa andare avanti, come tutte le italiane, la soddisfazione più grande per allenatori e tifosi è vedere la propria squadra che può ribaltare i pronostici, perchè significa che allora ha lavorato. Il Barcellona? Difficile vedere quella mentalità nelle nostre squadra, non si tratta solo di possesso palla, ma anche di saperla recuperare, giocando alti. In Italia manca questo coraggio, però stiamo migliorando, la strada è giusta per colmare il gap. Pazzini? Sta facendo bene, come Gilardino, non dimentichiamo questi giocatori, valutiamo convocazione per convocazione. La gestione delle convocazioni? Dobbiamo avere buonsenso, poi soprattutto a giugno sarà difficile: abbiamo due manifestazioni importanti e vogliamo onorarle, senza penalizzare noi e l’Under 21. In questo momento tra un ragazzo di 20 anni ed uno di 30 preferisco quello di 30.»
Novità nelle convocazioni? Andiamo a scoprirlo: «Totti? Mi hanno colpito le parole di Mazzone, adesso è difficile di parlare di Nazionale, ma prima dei Mondiali se continua così saremo costretti a tenerlo in considerazione, sembra un ragazzino, è motivato. Le parole di Mazzone mi hanno colpito, un mese prima del Mondiale valuteremo le sue condizioni. El Shaarawy in ombra da Balotelli? No, sono due attaccanti che lavora in settori diversi e si completano, hanno la capacità non solo di vedere la porta, ma anche il movimento dei compagni: possono regalarci grandi soddisfazioni, hanno solo bisogno di tempo. Juventus – Bayern come Italia – Germania all’Europeo? Quella partita è datata, ce ne sono state altre, poi una squadra di club è più dettagliata. Giaccherini? Sono stato contento per il suo gol e ho visto un’immagine di lui contro la Francia a Parma: è un giocatore serio che si fa trovare pronto, vorrei sempre avere giocatori così. Brasile festoso? Noi le feste le facciamo dopo aver vinto, questo è il calcio in Italia. A nessuno piace, ma noi siamo italiani ed è così. A tutti piacerebbe affrontare il Brasile con gioia e allegria, ma non è così. Balotelli? L’abbiamo sempre detto, ha bisogno di giocare con continuità, si allena meglio in Italia, sa che nel Milan deve giocare in quel ruolo come con noi e sta facendo bene. Cassano? E’ stato straordinario con l’Inter, non bisogna fare appelli: prenderemo in considerazione tutti, come fatto con Di Natale. Se dico certe cose è perchè ci credo, altrimenti non vedo perchè dovrei dirle. Juventus meglio del Barcellona? Abbiamo cercato di cambiare mentalità, abbiamo pensato che la differenza col calcio europeo era nel recupero palla. Il Barcellona pressa molto bene, come la Juventus ha un grande concetto di squadra».