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2013

Torino, Ventura: «Orgoglioso, abbiamo risvegliato il tifo granata. Jonathas…»

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TORINO GIAMPIERO VENTURA – C’è tanta soddisfazione nell’ambiente del Torino dopo la vittoria in extremis contro la Lazio e lo si evince anche dalle parole di Giampiero Ventura, intervenuto ai microfoni di Sky Sport a fine gare per commentare la sfida del posticipo: «Era difficile stasera giocare a calcio palla a terra come piace a noi su questo campo. Alcuni passaggi sono stati intercettati perché frenati, ed è subentrato anche un po’ di timore. C’è stata comunque la volontà della squadra, fino al novantesimo. Domenica avevamo fatto una gara straordinaria fino al 75′, poi è successo qualcosa di imponderabile, stasera abbiamo giocato fino alla fine, anche perché lo spirito era quello giusto. Gol salvezza? La quota più o meno è 40, ne abbiamo 35, per una neo-promossa è un ottimo risultato, abbiamo valorizzato giocatori, altri sono andati in nazionale. Tutto sommato è un’annata che, se si conclude in maniera positiva, ci vedrà centrare tutti gli obiettivi».

Tornando sull’impraticabilità del campo da gioco: «Era impossibile accelerare, con spazi ristretti. Era praticamente impossibile andare in velocità. Abbiamo fatto anche cose buone, ma l’ultimo passaggio era sempre rallentato, ed abbiamo dovuto rivedere il nostro modo di giocare per via del campo. Era fondamentale fare tre punti, la Lazio è una squadra di assoluta qualità e speriamo di esserci avvicinati alla salvezza».

Sui tabù sfatati questa sera: «Erano tanti mesi che non segnava una punta, segnavano gli esterni, ma non le punte. Non avevamo mai battuto una grande. Abbiamo segnato noi e non abbiamo subito invece gol negli ultimi dieci punti. Abbiamo sfatato tutti i tabù imputati a noi quest’oggi».

Un commento su Jonathas: «Ha grande tecnica individuale e capacità. Quando era arrivato, non era abituato ad allenarsi in una certa maniera. È arrivato senza alcune conoscenze tattiche, era un po’ naif, ma è stato il suo un ottimo approccio a livello di lavoro e giocando così credo si ritaglierà uno spazio maggiore di quello che lui si possa immaginare».

Infine, chiusura su cosa lo ha reso più orgoglioso di questo suo periodo da allenatore: «Il Torino è difficile, ha una storia alle spalle che ti viene ricordata ogni giorno e alcuni giocatori non sono abituati a reggere il peso di questa storia. Dopo 3-4 anni negativi, abbiamo riportato la squadra in Serie A e fatto tornare la voglia di tifare il Torino. Mi hanno detto che abbiamo fatto tornare la dignità e l’orgoglio di tifare granata e questo è ciò che più mi gratifica, al di là dei risultati sportivi».

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