2013
Alla Roma resta un gruppo unito
Ancora Mattia Destro, doppietta – cinque i gol della sua eccezionale Coppa Italia – che affonda un’Inter talmente incerottata da apparire onestamente troppo debole in relazione al suo rispettabile nome. Passa la Roma che corona il sogno dei suoi tifosi di affrontare i rivali cittadini in finale, l’Inter dice addio al suo ultimo obiettivo stagionale e con ogni probabilità deve rinunciare all’Europa in vista della prossima stagione.
ESITO SCRITTO – Il 2-3 di Milano – in gol anche Torosidis per la Roma, Jonathan e Alvarez per l’Inter – segna una vittoria abbastanza prevedibile per l’economia giallorossa: nerazzurri alle prese con l’annosa crisi d’identità e carenza di un reale progetto tattico-tecnico, difficoltà incrementate dall’eccezionale sequela di infortuni. Altro fattore non riducibile soltanto alla cattiva sorte quanto ad elementi sui quali andrà effettuata una riflessione. Ne ha approfittato una Roma troppo timida nella prima frazione di gara – con la squadra di Stramaccioni comunque salvata da due interventi strepitosi di Handanovic – ma reattiva nella ripresa, lucida ed abile a sfruttare i palesi limiti strutturali dell’avversario. Si è esaltato Mattia Destro, al rientro da un infortunio al menisco che ne ha ulteriormente condizionato una stagione già complessa di per sé, ma ha brillato anche la stella di Lamela – in versione assist-man e sempre più trascinatore di questa Roma – e la completezza di Torosidis, un laterale che abbina ottimamente fase di non possesso a spinta sulla corsia di competenza e qualità negli ultimi metri.
LA FORZA DEL GRUPPO – Gli elementi di merito vanno oltre una prestazione richiesta dalle contingenze della partita: la Roma, dopo le vicissitudini dell’ennesima stagione complessa nel suo recente passato, ha dimostrato di poter contare ancora su un gruppo solido e molto unito. Le immagini delle esultanze dopo i gol di Destro e Torosidis testimoniano una coesione tutt’altro che scontata dopo un’annata in cui i temi di contrasto e potenziale divisione sono risultati all’ordine del giorno. Una vittoria anche di De Rossi, per una volta autore di una prestazione convincente dopo tanti approcci insignificanti per un calciatore che dispone delle sue qualità, e di Osvaldo che ha ben pensato di seguire la sua squadra a Milano nonostante la squalifica e non volare a Londra come accaduto in occasione del derby. Un gruppo che, ancora così giovane in termini di età ed esperienza, può crescere esponenzialmente e far emergere finalmente quei valori tecnici che non sono mai stati in discussione.
IL FUTURO – In ottica di medio-lungo termine quanto appena detto: calciatori come Lamela, Destro, Pjanic, Florenzi e Marquinhos rappresentano prospetti dagli eccellenti margini di crescita e, qualora la società riuscisse a compensare i difetti d’organico inserendo un portiere affidabile e due difensori di livello, la Roma può presto recitare un ruolo da protagonista quantomeno nel panorama nazionale. Discorso differente per il brevissimo termine: una finale di Coppa Italia da conquistare per salvare con un trofeo il deludente avvento della proprietà americana da due anni ad oggi e il discorso campionato tutto ancora da completare. La cura Andreazzoli, seppur non evidenziando una decisa inversione di rotta, ha condotto la Roma in una posizione di classifica dignitosa: il quinto posto – con i due prossimi impegni da disputare all’Olimpico contro Pescara e Siena – può essere ulteriormente consolidato per poi non dover dipendere dall’esito della finale di Coppa Italia e garantirsi la partecipazione alla prossima Europa League. E dunque quel ritorno sul palcoscenico internazionale richiesto a gran voce dalla piazza.