Baila Fiorentina, sotto questa luna piena - Calcio News 24
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2013

Baila Fiorentina, sotto questa luna piena

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Quella vista contro il Torino è una Fiorentina dalla personalità multipla, prima impetuosa come un tornado, poi docile ed ingenua come un agnellino ed infine spietata quanto una morte improvvisa. Una Fiorentina lunatica insomma, che cambia forma e gioco in modo repentino, non lasciando nemmeno il tempo di respirare. Da sempre l’uomo, per garantirsi la sopravvivenza, è vissuto in costante armonia con i molteplici ritmi della luna, cercando a più riprese di intraprenderne i significati. Sin dall’antichità, attraverso l’osservazione, si è cercato di comprendere l’influenza che questa esercita sugli esseri umani. Darwin è arrivato a teorizzare che l’uomo è soggetto a quella misteriosa legge per la quale certi processi quali la gravidanza, la crescita delle piante, la maturazione dei frutti e il decorso delle malattie, dipendono dai periodi lunari. Se prendiamo in esame la partita contro i granata, ci accorgiamo che la Fiorentina ha calcato gli stessi cicli che compie la luna.

Si dice che il periodo di luna crescente sia un momento di potenziamento e rigenerazione, in cui il corpo accumula forza ed energia e, nella prima fase della partita, la Fiorentina ha subito preso in mano le redini del gioco schiacciando l’avversario nella propria metà campo.

Durante la luna piena invece i sonnambuli si muovono nel sonno, l’energia pulsa maggiormente, le ferite sanguinano di più e la Fiorentina diventa esotica, colorita, sanguigna. Il ritmo incalzante di Cuadrado, la grazia con cui sposta il pallone, le ubriacanti finte di corpo, l’adrenalina che trasmette, il pallonetto mozzafiato e il balletto sfoggiato in l’occasione del goal ne sono un chiaro segnale. Sotto il segno del colombiano questa Fiorentina ha il ritmo nel sangue, è musicale, orecchiabile, è come una sinestesia: quando gioca è un piacere per gli occhi, ma anche per le orecchie, grazie all’armonia che trasmette. Poi ci pensano Aquilani e Ljajic e tutto sembra poter andare per il meglio.

Montella però non ha fatto i conti con la fase calante. All’inizio del secondo tempo infatti avviene il blackout: la Viola si eclissa e scompare dal cielo, mostrando il suo lato più oscuro, proprio come fa la luna. Ai goal di Santana, Barreto e Cerci tutto si fa buio e al Franchi è come se fosse scomparsa quella luce opaca che padroneggia nella notte. Forse aveva ragione Shakespeare: «È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti». I gigliati infatti si sono lasciati trasportare dalla luna e questa li ha portati a delirare, facendosi inesorabilmente rimontare. Un famoso proverbio cinese invece dice: «Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito» e forse l’errore commesso dagli uomini di Montella ad inizio ripresa è proprio questo. Quando tutto sembrava essersi vanificato però, Romulo si ricorda che la luna non è come il sole: guardarla non fa male. Il brasiliano allora trafigge Gillet e scaccia le streghe, dimostrando che si può ancora ballare sotto questa luna piena.

Vivere al chiaro di luna può essere imprudente, perché si corre il rischio di intraprendere un percorso a dir poco funambolico, fatto di alti e bassi, inferni e paradisi, vittorie e rimonte, ma la Fiorentina è abituata a tutto questo. La Viola sa camminare sulla fune in balia del niente, così, sempre in bilico. E stare lassù, ad un solo punto dal Milan potrà provocarle qualche vertigine, ma farla cadere no, quello mai.

Adesso è chiaro: la strada verso la grande Europa è quella evidenziata dalla luce diafana che sprigiona la luna. Come diceva il saggio Oscar Wilde: «Un sognatore è uno che può solo trovare la sua strada al chiaro di luna, e la sua punizione è che scorge l’alba prima del resto del mondo». A Montella adesso non resta altro che ululare taciti sogni alla luna, sperando di ritrovarsi presto nelle magiche notti di Champions League, quelle in cui la luna è sempre piena.