Batistuta: «Totti, che invidia! Roma? Tifo Fiorentina» - Calcio News 24
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2013

Batistuta: «Totti, che invidia! Roma? Tifo Fiorentina»

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BATISTUTA ROMA FIORENTINA – Ha giocato in Italia dal 1991 al 2003, vestendo le maglie di Fiorentina, Roma e Inter: Gabriel Omar Batistuta, tornato a Firenze, ha parlato al Corriere dello Sport del calcio italiano, rivelando qualche retroscena passato: «Con Trapattoni abbiamo fatto il salto di qualità: era quello il momento di insistere (’98/’99, ndr). A quei tempi mi volevano tutti, ma sono rimasto, perché vincere qui avrebbe voluto dire scalare la vetta a mani nude. Alla Juve non sarei mai andato. Jovetic? Non me la sento di consigliarlo, non sono nella testa del ragazzo. Io dico solo che quando ho capito che restando qui non avrei mai potuto vincere me ne sono andato, ma a Roma, dopo averlo spiegato ai tifosi», ha dichiarato l’ex attaccante, che poi ha parlato del rapporto con Montella, di Francesco Totti, di Cavani e Balotelli: «Maglia numero 9? La Roma me l’aveva proposta, Vincenzo se l’è tenuta. Non siamo amici ma nemmeno nemici. Non mi aspettavo di vederlo allenatore, ha fatto bene a Catania e pure adesso a Firenze. Totti? E’ stato bello giocare assieme a lui: sapeva ogni volta dove darmi la palla. E poi mi fa invidia vederlo ancora in campo. Quando andai alla Roma lui era giovane. Sarebbe stato bello giocare insieme adesso. Cavani? E’ uno degli attaccanti più bravi. Se mi assomiglia? Nei capelli forse sì. Balotelli? Ogni sua foto è sempre strana ma quello che fa fuori dal campo non mi interessa. E’ fortissimo».

Inevitabile un confronto tra Messi e Maradona per l’ex calciatore argentino, che poi ha raccontato cosa vuole fare da grande: «In Nazionale Messi sta facendo bene ma non è facile vincere un Mondiale. Messi è un grande come Maradona, ma Diego aveva più carisma. La vera differenza è che Messi si protegge da solo, Diego non l’ha mai fatto. Cosa voglio fare? Di sicuro non l’allenatore. Se entrerò in una società sarà per lasciare il segno, non sono di quelli che pur di apparire sono pronti a fare qualsiasi cosa. Vorrei fare il dirigente vero. Come Antognoni? No, vorrei fare qualcosa (ride, ndr). Battute a parte, non so perché Giancarlo, che è la Fiorentina, non sia in società. Qualcuno che ha sbagliato c’è. Ci dovrei essere anche io in società, ma sono argentino e vivo a diecimila chilometri di distanza, lui abita a cinquecento metri dallo stadio».

Infine, Batistuta ha parlato della Fiorentina: «Invito rifiutato? Mi hanno chiamato, ma io avevo già altri impegni improrogabili. Sarà per la prossima volta, mi ha fatto piacere. La Fiorentina può diventare forte come lo era la mia: ha ottime fondamenta. Può fare belle cose. Nel ‘98/’99 sono stato premiato come uno tra i migliori due-tre giocatori al mondo. Ci andai da solo. Questa proprietà non l’avrebbe mai permesso. Io sono convinto che, in società, allora, nemmeno lo sapevano che ero stato insignito. Chi mi ha colpito? Cuadrado, che… di quadrato non ha niente. Mi ci sarei trovato bene. Fiorentina al terzo posto? Non sarebbe male come piazzamento, specie per una proprietà che è entrata da poco nel mondo del calcio e che non è economicamente forte come le grandi. Bisogna vedere se la squadra riuscirà a continuare su questa strada. Sono legato solo all’affetto della gente. Firenze è casa mia: sono arrivato che avevo appena vent’anni, sposato da poco. Sono andato via con tre figli, tutto è come allora. Chi tifo tra Fiorentina e Roma? Fiorentina. A Roma ero un fiorentino in trasferta, lo hanno sempre saputo, anche se qualcuno mi ha chiamato mercenario. Lì ho vinto con una squadra fortissima, qui la squadra non c’era. A Firenze ho vissuto. A Roma sono stato di passaggio».