Belotti is on fire, tenerlo per tornare in Europa

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Belotti, attaccante del Torino, è sempre più la stella dei granata e tra le più lucenti del nostro campionato

Ci sono un argentino, un bosniaco e un italiano. No, non è l’inizio di una barzelletta ma la testa della classifica marcatori di Serie A. Gonzalo Higuain, Edin Dzeko e Andrea Belotti, i primi due a quota 18 il Gallo a 17. Proprio alle spalle di due mostri sacri del bomberismo mondiale come gli ex Real Madrid e Manchester City tiene botta un attaccante made in Italy, che ha fatto la gavetta all’Albinoleffe e al Palermo per poi esplodere con la maglia del Torino. Il presidente Urbano Cairo, concorde con tutta la dirigenza e lo staff tecnico, ha deciso di blindare il suo gioiello con una clausola da  100 milioni per il suo cartellino, record per un giocatore del nostro campionato che supera anche l’esborso fatto in estate dalla Juventus per assicurarsi le prestazioni del Pipita Higuain.  Si può dire tranquillamente che con le cifre che si sentono oggi Belotti ha il potenziale per valere tutti questi soldi, a testimoniarlo in ultimo la prestazione con il Pescara di domenica. L’attaccante percepisce il momento di difficoltà degli abruzzesi assaporando l’occasione del goal, occasione che puntualmente arriva, ma a crearsela è il Gallo stesso con una sgroppata a testa bassa fino al limite dell’area da dove lascia partire un tiro che beffa Bizzarri. Nel secondo tempo si replica con un goal che a molti sarà sembrato facile, ma in realtà non lo è. Belotti colpisce in qualche modo con la pressione del difensore e riesce comunque a trovare nuovamente la via del goal con una torsione davvero particolare. Diventano così 17 le perle in questo campionato e se giochi in una squadra attualmente in nona posizione sono davvero tantissime.

ATTACCO AL FUTURO – Al di là dei disguidi sui calci di rigore e delle scenate dopo averli sbagliati, il trio Ljajić-Falque-Belotti funziona alla grande. Mihajlovic ha creato un tridente importante e ben assortito per il presente e si spera per il futuro granata, a testimoniarlo sono i numeri ai 17 centri di Belo vanno infatti aggiunti i 10 di Falque e i 6 di Ljajic, totale 33. Cifra che nessun’attacco italiano ha ancora raggiunto in questa stagione e che come detto offre una solida base su cui ripartire nella prossima. Cairo qualche giorno fa ha parlato di progetto biennale per tornare in Europa, quest’anno le 8 squadre davanti in classifica e il loro viaggiare a gran velocità lasciano pochi spazi alle mire espansionistiche granata, ma l’anno prossimo chissà. Se davvero l’obiettivo è questo allora andrà fatto un grosso sforzo per mantenere l’attacco micidiale granata. Per Ljajic e Iago la questione non è complessa dato che la loro occasione in una big l’hanno già avuta è in qualche modo hanno fallito, il difficile verrà quanto i top club mondiali busseranno alla porta per prendere Belotti. Se si riuscirà a confermare almeno per un’altra stagione il bomber, costruendogli attorno una squadra di tutto rispetto e potenziando i reparti più deboli allora ecco che l’Europa non sarà più un miraggio. I tifosi granata però non possono, per ora, farsi illusioni perchè Belotti è davvero seguitissimo: attaccante da 20/25 goal stagionali, classe 93′ e futuro della Nazionale italiana non può che essere un profilo che piace agli osservatori, ultimi quelli del Manchester United presenti domenica allo Stadio Grande Torino e rimasti colpiti dalla prova del Gallo. I soldi che frutterebbe un’eventuale vendita farebbero certamente comodo se investiti nella maniera correta, ma ritrovare un talento del livello di Belotti non sarebbe certamente facile. Quest’estate era stato lanciato il tormentone con Will Grigg, ora invece è proprio il caso di dirlo Belotti is on fire. Quest’anno è il suo anno c’è poco da fare ma la sensazione è che la stagione monster sia tutt’altro che un fuoco di paglia, ma anzi sia l’inizio di una grandissima carriera che i tifosi del Torino si augurano continui almeno per un’altro po’ con i colori granata cuciti addosso.