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Braida analizza: «Cremonese sorpresa del campionato, la Juve si sta riprendendo! Ecco cosa serve al Milan»

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Braida: «Cremonese sorpresa del campionato, la Juve si sta riprendendo! Ecco cosa serve al Milan». Le parole del vicepresidente del Ravenna

Dalle notti europee con il grande Milan alle sfide di Serie C con il Ravenna di cui è vicepresidente: Ariedo Braida vive il calcio con la stessa immutata passione. E lo analizza su Tuttosport in una ricca intervista.

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LA PASSIONE IMMUTATA – «Sono un po’ teso, c’era il derby contro il Forlì. E si sa come sono queste partite, ti spingono sempre un po’ più in là. Sono tornato a Ravenna appositamente per il match, non potevo perdermelo. Sa come sono i derby».

LA CREMONESE – «Per me la Cremonese di Nicola è la sorpresa del campionato, la Juve si sta riprendendo dopo un avvio difficile, ora ha ritrovato il passo giusto. Però la “Cremo” è una bellissima realtà».

LA JUVE – «Stanno recuperando l’identità. A volte manca nelle squadre, e spesso se non c’è è perché alla base non esiste alcuna radice. Alle radici bisogna ancorarsi, altrimenti un albero non sta in piedi».

SPALLETTI STA METTENDO LE RADICI – «Sì, mi sembra che stia facendo questo lavoro. Che è complicato, che è paziente, che è difficile. Però non impossibile. La Juventus pian piano ha saputo recuperare. A volte certi giocatori non soddisfano a pieno, quindi si va alla ricerca delle soluzioni migliori. Certo, chissà cosa farà sul mercato…».

L’IMPORTANZA DI TRATTENERE I MIGLIORI – «Le squadre con un progetto sportivo, e non solo economico, devono tenere i migliori. Avete visto Maignan? Il Milan lo sta trattenendo. Se vuoi avere l’ambizione sportiva, i più importanti devono restare in squadra, altrimenti l’obiettivo è solamente di conti, bilanci e il resto che ne consegue».

IL RIMPIANTO SPALLETTI AL MILAN – «Luciano è sempre stato un allenatore importante, non lo scopro certamente io. Però i tempi no, non si sono mai incastrati. A volte dev’esserci il momento per trovarsi. E l’attimo fuggente, io, non l’ho percepito».

DANIEL MALDINI – «Credo che la storia della famiglia Maldini sia troppo importante: andrebbe al di là dell’episodio. Suo nonno ha vinto la prima Coppa dei Campioni, Paolo ha vinto l’ultima. Tutte le coppe più importanti sono passate da quella dinastia. Dunque la storia avrà un suo ruolo. E può persino aiutarlo. Daniel può sfruttarla al meglio: ha un esempio incredibile e gli auguro di far parte di quella cerchia, di diventare un calciatore importante. Ribadisco: il talento c’è, dipende molto da lui».

IL MILAN E LA NECESSITÀ DI UN BOMBER – «Sì, in questo momento pare che ai rossoneri occorra un vero finalizzatore. Ho visto far fatica contro squadre di metà classifica, contro cui non ha mai davvero trovato continuità. Cosa aggiungere? A volte la soluzione è difficile, complicata. Altre volte molto meno. Auguro al Milan, da milanista, di poter ottenere il meglio. Ma quel vuoto per ora è rimasto. E Vlahovic sarebbe il bomber giusto».

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