Calcio - UE, l'importanza di una cooperazione 2 - Calcio News 24
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2013

Calcio – UE, l’importanza di una cooperazione 2

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Fin dalla sua formazione l’Unione Europea ha sempre riservato molta importanza allo sport, soprattutto per via dei valori che esso rappresenta e della forza attrattiva che lo rende un elemento fondamentale per le organizzazioni politiche di ogni paese nel mondo.

Lo sport è lealtà, coraggio, rispetto, coerenza, costanza, gioco di squadra, tutti valori che l’Unione Europea ha sempre messo in primo piano creando fondi e stanziando finanziamenti per promuovere l’attività sportiva all’interno di tutti i Paesi membri con l’intento di favorire la cooperazione tra essi e la coesione multiculturale che le sue politiche compromettono per ovvie ragioni socio-culturali, in particolare nel calcio che rimane lo sport più seguito e praticato al mondo.

Il calcio è un settore in continua crescita che può aiutare al raggiungimento degli obiettivi del Trattato di Lisbona di crescita e creazione di posti di lavoro all’interno della Comunità e inoltre può servire da strumento di sviluppo regionale e locale. Il calcio può agire insieme al turismo e intraprendere nuove collaborazioni per il finanziamento e la creazione di strutture sportive e ricreative.

Il business del calcio continua a crescere costantemente ed esponenzialmente ogni anno, la relazione annuale di Deloitte per la 21°edizione dell’Annual Football Finance 2012 evidenzia come i ricavi nella stagione 2010-2011 hanno raggiunto quota 16,9 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto alla stagione precedente, andando ad analizzare i dati delle stagioni precedenti si può costatare che il calcio è un settore che non conosce e forse non avrà mai crisi, diversamente dall’attuale situazione economica mondiale.

Le società calcistiche all’interno dell’UE collaborano molto sporadicamente anche per via delle conseguenze portate dalla sentenza Bosman e della libera circolazione del lavoro e dei beni tra i paesi membri. Non c’è mai stata una vera e propria collaborazione tra i club calcistici anche perché il mondo del calcio è un mondo molto chiuso rispetto ad altre realtà sportive in cui la mentalità dirigenziale non sempre è aperta al cambiamento e alla collaborazione, in cui gli altri club sono visti unicamente come “nemici”, comportamento derivante anche dal fatto che il calcio muove annualmente ingenti somme di denaro e tutti i club cercano di ricavarne la propria fetta. Le più importanti leghe calcistiche europee, Inghilterra, Germania, Spagna e Italia, da sole nella stagione 2010-2011 hanno generato 8,6 milioni di euro di ricavi. Per la maggior parte delle leghe i ricavi sono generati dai diritti tv diventati ormai una voce fondamentale nei bilanci di tutte le società professionistiche creando molte sproporzioni tra le squadre definite “big”, cioè società di maggior successo sia a livello nazionale che internazionale, e le squadre definite “piccole” che riscontrano grandi difficoltà per mantenere i rispettivi bilanci in positivo e non andare incontro a penalizzazioni o nella peggiore delle ipotesi alla cancellazione dal sistema calcistico professionistico.

L’Unione europea cerca di incoraggiare la cooperazione tra le società calcistiche all’interno della Comunità per favorire un maggiore sviluppo economico e strutturale all’interno dei rispettivi Stati membri, ma non essendoci una vera e propria legislazione le società dovranno agire autonomamente e cercare di istaurare rapporti duraturi oltre che vantaggiosi con altre realtà calcistiche di paesi facenti parte della Comunità.

I club calcistici con sede in paesi diversi dell’Unione possono cooperare in tutti i settori di una società calcistica: il marketing, il merchandising, la comunicazione, il settore sanitario e ovviamente quello tecnico che riguarda la formazione e la gestione dei calciatori; i vantaggi potrebbero essere numerosi grazie all’unione delle rispettive esperienze messe in comune tra i dirigenti club cooperanti, per il raggiungimento di obiettivi comuni sia per quanto riguarda il risultato sportivo che il risultato economico.