Da Caldara a Barella, da Donnarumma a Cutrone: l’Italia riparte da loro

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Dalle macerie della disfatta mondiale, l’Italia deve essere capace di ricostruire e rinascere, attraverso anche i tanti giovani di talento presenti nel nostro campionato

La clamorosa estromissione dell’Italia al Mondiale 2018 ha lasciato in eredità la consapevolezza che bisogna ripartire da zero. Moltissimi addetti ai lavori si aspettavano che nei giorni post disfatta arrivassero le dimissioni di almeno due degli artefici della figuraccia storica. Invece uno è stato esonerato e continuerà a percepire lo stipendio da ct fino alla naturale scadenza del contratto mentre l’altro è saldamente ancorato alla sua poltrona da presidente FIGC. L’Italia calcistica è ferma nelle sabbie mobili: Carlo Ancelotti è sicuramente il profilo più accreditato per sedersi sulla panchina azzurra e probabilmente avrebbe già firmato il nuovo contratto se Carlo Tavecchio si fosse dimesso. Invece c’è un Carlo di troppo: l’ex tecnico del Milan non firmerà fino a che il presidente non si dimetterà mentre quest’ultimo ripone in Ancelotti ct le speranze di mantenere il suo posto da numero uno in federazione. Cose all’italiana sulle quali non vale la pena dilungarsi

La speranza collettiva è riposta in una promozione di Di Biagio, da ct dell’Under 21 a tecnico di quella maggiore. Le ragioni sono molteplici, la più importante è che troverebbe uno zoccolo duro di calciatori che ha già allenato in Under 21 e che dovrà centrare l’obiettivo minimo, assolutamente alla sua portata: quello di rientrare tra le 24 squadre per il prossimo Europeo 2020. Il modulo che potrebbe adottare l’ex nerazzurro è il 4-3-3 e gli interpreti saranno di assoluto valore.

– Portieri: da Gigi a Gigio, Donnarumma è la certezza

Su chi raccoglierà la pesante eredità di Buffon ci sono pochi dubbi, Donnarumma deve essere pronto a difendere la porta azzurra per tanti anni. Dietro di lui Perin e Sirigu senza tralasciare il talentino della Spal di proprietà della Juve, Meret

– Difesa: Caldara e Rugani i nuovi Bonucci e Chiellini?

Tanti esterni, pochi centrali. Prevedibile che Bonucci e Chiellini facciano da chioccia ai vari Rugani, Caldara e Romagnoli; ai quali verrà chiesto di accelerare il processo di crescita e maturazione. A Rugani si rimprovera sempre la poca cattiveria immessa nelle partite, Caldara è tutto da verificare al di fuori del 3-5-2 gasperiniano e Romagnoli sta lasciando spazio più alle ombre che alle luci fatte vedere nei suoi primi mesi al Milan. Sulle fasce c’è abbondanza: D’Ambrosio, Conti, De Sciglio, Zappacosta e Spinazzola costituiscono un buon mix da scoprire e sfruttare in futuro, tra tutti forse proprio l’esterno dell’Atalanta sembra quello con il futuro più roseo, insieme al suo ex collega Conti

– Centrocampo: in attesa di Verratti il futuro si chiama Florenzi

Verratti dovrebbe essere il futuro faro del centrocampo e della nazionale ma nonostante l’esperienza internazionale acquisita, non ha corretto antichi difetti: qualche cartellino giallo di troppo e l’inquietante facilità con la quale scompare dalle partite che richiedono il suo estro. Meglio affidarsi al più quadrato Jorginho, che alla sua prima presenza con l’Italia è risultato il migliore in campo. Florenzi è il futuro capitano della Nazionale e perno imprescindibile del centrocampo che verrà. Anche in questo caso l’abbondanza è sugli esterni: ai già presenti El Shaarawy, Bernardeschi, Candreva e Bonaventura, dovranno aggiungersi sicuramente Chiesa, Verdi e Berardi. Tre profili su cui scommettere ad occhi chiusi sono Barella (vai alla scheda tecnica di Nicolò BarellaMurgia e Cristante (qui le statistiche di Bryan Cristante) sicuramente da sgrezzare ma tutti colmi di talento

– Attacco: Insigne imprescindibile, Cutrone in rampa di lancio

Il vero reparto carente è quello avanzato: il tridente Immobile, Belotti e Insigne è da top five europea ma ha come già ampiamente dimostrato la doppia sfida contro la Svezia, i due ex Toro non sono predisposti a giocare insieme, forse per loro in futuro sarà più intelligente adottare una staffetta stile Rivera-Mazzola ai mondiali ’70.
Eder e Zaza sono valide alternative ma la carta d’identità parla chiaro e ai prossimi mondiali difficilmente giocheranno. La speranza è che i vari Cutrone, Orsolini e Tumminello crescano e maturino adeguatamente da farci ri-avere un parco attaccanti degno dell’Italia.