Hanno Detto
Capello sicuro: «Non andare al Mondiale sarebbe un dramma sportivo! Inter eliminata? Avete sentito cosa ha detto Barella…»
Capello, ex allenatore ed ora opinionista, si è espresso così a proposito dell’Italia ma anche dei risultati delle italiane in Champions
I verdetti europei hanno indotto Fabio Capello, che la Champions League l’ha vinta guidando il Milan nel 1994, a proporre un’analisi lucida e onesta sullo stato del calcio italiano. Ecco le sue parole al Corriere della Sera.
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LA SERIE A «Andiamo piano perché gli arbitri fermano tutto, spezzettano sempre il gioco. Non funziona così altrove, in Europa la storia è diversa. E quando poi andiamo a misurarci su quel terreno, spesso poi rischiamo di perdere».
IL FLOP EUROPEO DELL’INTER «Contro il Bodo la squadra era trattenuta. In Norvegia Chivu non ha giocato con i migliori pensando al campionato, al ritorno si è vista una formazione col freno a mano tirato. Dopo l’eliminazione invece non ho visto rabbia nei protagonisti. Ha sentito le dichiarazioni di Barella? Ha parlato dell’obiettivo scudetto. Era il capitano, eh!».
CAMPIONATO O CHAMPIONS «Di sicuro il segnale negativo è arrivato. Ci si aspettava tutti molto di più. E invece niente, tutti contenti per lo scudetto vicino».
LA GESTIONE DI CHIVU «Mah… lui è il guidatore, lui fa le scelte. Io dico solo che l’Inter aveva un organico tale da poter lottare in tutte le competizioni».
IL MODELLO ATALANTA «Ecco, quella è la via giusta. Se si corre, se si aumenta l’agonismo, si pressa e si attacca di più, con meno passività e meno passaggi laterali, si riescono ancora a fare cose buone. Non credo quindi alla crisi del calcio italiano in generale. Credo piuttosto che conti il tipo di approccio alle partite. Ha visto il Galatasaray? Abbiamo insegnato noi ai turchi come si fa».
LA LEZIONE DEI TURCHI «Si buttavano a terra fin dall’inizio. L’hanno copiato da noi».
ROMA-JUVE ULTIMA SPIAGGIA PER I BIANCONERI «Mancano ancora troppe partite per definirla tale. Ma certo è importante. La Juve ha giocato una gara coraggiosa con il Galatasaray. E deve considerarla come un punto di ripartenza. Sono due le vie possibili: concentrarsi sul risultato o sulla prestazione. Il primo ti demoralizza, la seconda deve caricarti».
I 17 GOL SUBITI «La definirei una crisi di personalità. Spalletti ha chiesto troppo ai suoi giocatori e loro non hanno digerito, non hanno assimilato i concetti. Mi è sembrato di rivedere l’Italia degli ultimi Europei. Ha pagato Di Gregorio, ma la verità è che la fase difensiva è di squadra: se c’è chi in area non marca e manca l’attenzione, è difficile…».
L’EUFORIA DELLA ROMA DI GASPERINI «È una squadra in fiducia, che ha grande convinzione, gioco e mentalità: è euforica. E poi ora sembra che sia contento persino Gasperini, non si lamenta più, con Malen ha il centravanti che voleva. Certo, paragonarlo a Vialli mi pare troppo. Su Roma-Juve di domani pesano le assenze di Dybala e Soulé. Ma Gasp ha Svilar: quel ragazzo porta punti veri».
LA LOTTA SCUDETTO PER IL PROSSIMO ANNO «Dipenderà dagli acquisti. Conosco e stimo Massara, mi piace molto. Mentre il lavoro di Comolli andrebbe messo in discussione. In ogni caso, la penso così: meglio prendere un solo giocatore, mirato, piuttosto che 3 scommesse».
IL CAOS ARBITRI «Gli arbitri non conoscono la dinamica del gioco del calcio, i contatti non sono tutti uguali. Ora ci siamo inventati il fallo per il pestone: ma che idea geniale! E poi, se un giocatore alto 190 cm salta e allargando il braccio sfiora la testa di chi è 15 cm più basso, può essere fallo?».
LA SOLUZIONE PER IL VAR «Sì: basterebbe mettere al Var, vicino a un arbitro, un ex giocatore o un ex allenatore».
L’ITALIA AL MONDIALE «Sarebbe un dramma sportivo, non riuscirci. Ma sono fiducioso».
LA NAZIONALE DI GATTUSO «In attacco siamo a posto, a centrocampo siamo messi bene, il guaio è in difesa: tutti impostano il gioco, nessuno marca più. Però mi fido di Gattuso: ha riportato mentalità e voglia di sacrificio».