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Caputo: «Giocare a porte chiuse non è facile ma finalmente si torna in campo»

Redazione CalcioNews24

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Francesco Caputo ha rilasciato una breve intervista alla Gazzetta dello Sport dove racconta le sensazioni provate a giocare a porte chiuse

Francesco Caputo ha parlato alla Gazzetta dello Sport raccontando le emozioni vissute nel giocare a porte chiuse. Queste le parole dell’attaccante del Sassuolo.

PORTE CHIUSE – «Il silenzio di Sassuolo-Brescia? Era surreale, non mi era mai capitata una cosa del genere. Sembrava un’amichevole, anzi un allenamento. Non è facile giocare in quella atmosfera».

DIFFERENZE TRA PORTE APERTE E CHIUSE – «Le parole. Senti quelle degli avversari, anche del loro allenatore.E naturalmente vale il contrario. A porte chiuse devi fare uno sforzo maggiore per concentrarti sulla partita: il pubblico ti aiuta a calarti nella sfida con la testa giusta. E un boato, un brusio, un’improvvisa reazione della gente possono pure essere preziose aggiungendo qualcosa alla tua visione della partita. Anche i punti di riferimento nello stadio di casa sono leggermente diversi se non ci sono i tifosi: è proprio un’altra cosa».

TORNARE IN CAMPO – «Mi sto allenando alla grande, lo dico con sincerità. Abbiamo una voglia incredibile di giocare. Inizia un mini-campionato nel quale cercheremo di mettere in difficoltà tutti».

ALLENAMENTI – «Come sono stati? Duri, perché lavorare a casa non è come farlo in campo.I ritmi sono diversi. Con il Sassuolo siamo andati con gradualità».

CINQUE SOSTITUZIONI – «Infatti io sono contrario ai cinque cambi (ride ndr), ma capisco che possano essere utili per prevenire gli infortuni. Uno stop di una certa gravità ti farebbe chiudere la stagione, quindi bisogna stare attenti. Secondo me il vero pericolo è il caldo, ma ce la faremo con gli allenamenti giusti, il recupero giusto, l’alimentazione giusta, la vita giusta.Però io continuerò ad arrabbiarmi anche se dovrò uscire a due minuti dalla fine…»

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