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Cassano: «Potevo essere come Messi…»

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Antonio Cassano si scaglia contro la Serie A, considerata ormai priva di talento. Poi parla della sua carriera e fa autocritica

Mai banale Antonio Cassano, che intervista da Rai Sport per il programma Antidoping, ha parlato così del calcio italiano: «Giocatore come me e Totti giocavano per strada, rincorrevamo il pallone tra le macchine. Oggi è tutto diverso: sono tutti con ipad e videogiochi. Per chi fa questo mestiere il calcio non è un hobby, ma passione e divertimento. Oggi vedo un’involuzione incredibile in Italia. C’è tanta organizzazione, ma poco talento. Le partite di A mi annoiano, vedo solo sfide tra scapoli e ammogliati. Quando sento le parole di Ventura e di altri che parlano di nuove generazioni, mi chiedo se anche l’Italia le ha».

Sul proprio carattere: «Sono un tipo problematico, dipende da come mi sveglio. Potevo giocare su un altro pianeta, ma non volevo allenarmi e mangiavo senza controllo. Mi sono rovinato da solo. Ho giocato nei migliori club del mondo, come Real Madrid, Inter e Milan: se avessi avuto un’altra testa, oggi giocherei su Marte, sarei a livello di Messi, Neymar e pochi altri».