La Repubblica “gufa” la Juve: «Ad Atene ha già perso una coppa, la dirigenza impari»

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Anche Damascelli critica la prestazione della Juventus ieri contro il Barcellona in Champions League: l’editorialista de La Repubblica critica Allegri e rievoca brutti ricordi nella mente dei tifosi bianconeri

Se il Milan circa dieci anni fa ad Atene ha alzato una Champions League memorabile, alla Juventus anni prima, sempre nella capitale greca, non andò molto meglio. Lo ricorda stamane l’editorialista de La Repubblica Tony Damascelli, che ricorda ai tifosi bianconeri quanto possa essere difficile giocarsi la qualificazione agli ottavi di Champions League nell’ultima tornata del girone contro l’Olympiakos (che per la verità è sembrata finora abbastanza inconsistente): «Resta appesa a sé stessa la Juventus con un modesto pareggio contro il Barcellona e dovrà giocarsi la faccia e l’Europa contro l’Olympiakos, ad Atene, là dove lasciò la coppa ai tedeschi dell’Amburgo». Il riferimento è alla sciagurata finale del 25 maggio 1983 al vecchio Stadio Olimpico di Atene (diverso però dallo Stadio Georgios Karaiskakis in cui gioca l’Olympiakos), quando i bianconeri persero l’allora Coppa Campioni per 1 a 0 (gol di Felix Magath) contro la formazione tedesca dell’Amburgo.

Al di là del cupo precedente bianconero, comunque, c’è un presente preoccupante da non ignorare, scrive stamane Damascelli: «In assenza di un’idea lineare di gioco, le scelte di Massimiliano Allegri sono rimaste nel frullatore. Aiutata dalla fortuna, un palo dei catalani nel primo tempo, la squadra bianconera ha faticato a trovare soluzioni logiche». Da salvare, secondo il giornalista di Repubblica, soltanto la disperata prestazione di Paulo Dybala, che ha provato almeno a cercare il gol. «Di certo non superare il Barcellona che non ha più Neymar e con Leo Messi part-time, deve pur significare qualcosa sul momento della Juventus – la bacchettata di Damascelli – . Ma dovrebbe insegnare molto altro alla dirigenza juventina sullo stato delle cose che stimolano Allegri e che vengono trasmesse al gruppo». Tradotto in altri termini: il problema bianconero risederebbe più che nei singoli giocatori (leggi anche: Juventus-Barcellona: le pagelle), nell’allenatore.