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2013

E? il Napoli dei record

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hamsik ifa

Un campionato strepitoso. Una stagione macchiata solo in parte dagli insuccessi nelle coppe, ma un Napoli così forte in Serie A non si vedeva da un po’. O, stando ai numeri, non si era mai visto: imparagonabile il confronto con la storia dei campionati in cui la vittoria valeva due punti, ma da quando il nostro torneo ha aperto alla rivoluzione dei tre punti un Napoli così competitivo è stato un miraggio.

I RECORD – 75 punti in 36 partite, già battuto il record del Napoli targato Mazzarri 2010-11, le due partite che mancano al termine della stagione possono addirittura permettere ai partenopei di centrare e superare la fatidica quota 80. Primato di vittorie totali (22) già centrato ed in probabile evoluzione, al pari delle vittorie esterne – ben nove – dato che esprime con forza la credibilità della squadra di Mazzarri. I record non si fermano qui: il Napoli è ad oggi il miglior attacco del campionato italiano con ben 80 reti all’attivo, tallonato da Roma e Juventus che si attestano a 69 e 68 gol. Avendo imparato a conoscere grinta e determinazione del condottiero toscano la sua creatura – plasmata e migliorata costantemente nel tempo, pur con qualche alto e basso dovuto alla gestione del doppio impegno – si dannerà l’anima per centrare o consolidare i primati appena elencati. Blindato inoltre il titolo di capocannoniere del Matador Cavani: beffato nella stagione 2010-11 da Di Natale (28 gol contro i 26 dell’uruguaiano) e un anno fa da Ibrahimovic e Milito, in questa stagione ha decisamente stracciato la concorrenza e – con le 27 reti all’attivo – punta alla quota 30.

LA GENESI DEI RECORD – Il salto di qualità atteso in termini di personalità e carattere è senza dubbio arrivato: Mazzarri ha lavorato con cura dei dettagli su tale aspetto, inculcando al gruppo quella mentalità richiesta per competere ad altissimi livelli senza sfaldarsi alla prima difficoltà. Non è arrivato lo scudetto. Perché? Juventus di un altro pianeta. Altro che mancata concorrenza o campionato di basso livello: il Napoli è risultato alla lunga un competitor oltremodo credibile, gli uomini di Conte però hanno letteralmente volato infilando vittorie in ripetizione e attingendo alla grande da tutte le risorse dell’organico. Troppo forti per tutti. Passa da qui l’ulteriore step di un percorso di crescita esponenziale: costruire adeguatamente una rosa che sappia valorizzarsi nei settori in cui ha manifestato qualche difetto – prima di tutto occorrono innesti di valore indiscusso in difesa che riescano ad abbattere quota 30 gol al passivo e tendere verso i 20 che sembrano richiesti per assicurarsi il titolo – e gestire complessivamente meglio il doppio impegno campionato-Champions, tallone d’Achille della gestione Mazzarri. Quando si è brillato in una competizione si è steccata l’altra.

IL FUTURO – Impossibile eludere il discorso: la palla passa per le vicende Mazzarri e Cavani, le cui permanenze a Napoli sono tutt’altro che scontate. Il tecnico sembra intenzionato a considerare le varie ipotesi che gli si aprono dopo una stagione così positiva – Roma, Inter ed anno sabbatico le piste più battute – ma, seppur i segnali non sembrano andare in tale direzione, il colpo di scena può ancora arrivare. La questione Cavani è di più immediata lettura: sul contratto che lega il fenomeno uruguaiano al Napoli pende una clausola rescissoria di 63 milioni di euro valida dal 30 giugno al 12 agosto. Chi davvero fosse interessato al suo acquisto può pagare l’importo e trovare l’accordo con il calciatore nel tempo di una telefonata. E non è mistero che il Matador sia attratto dalla possibilità di misurarsi con un club d’elite del panorama internazionale. La proprietà non farà sconti, ma la partita più importante non si gioca nel trattenere chi eventualmente e senza rancori ha scelto di intraprendere altre legittime strade, quanto invece quella della – sempre eventuale – sostituzione: Montella e Allegri identikit ideali per la guida tecnica, la cessione di Cavani porterebbe nelle casse del Napoli una somma talmente elevata da rendere la società di Aurelio De Laurentiis leader del prossimo calciomercato europeo. Anche in passato da grandi dolori sono nati successi incredibili: la cessione di Zidane (Juve) o quella di Ibrahimovic (Inter) sono soltanto gli esempi più nitidi e vivi nei ricordi di tutti.