Calcio Estero
È successo di nuovo, dopo 17 anni: ormai non ci credeva più nessuno
Per una volta il calcio bulgaro non parla del Ludogorets. E già questo, da solo, racconta parecchio. Dopo quattordici campionati vinti di fila dalla stessa squadra, la sensazione era quasi quella di un torneo bloccato, con tutti gli altri costretti a inseguire senza arrivare mai davvero fino in fondo.
Stavolta è cambiato tutto. Il Levski Sofia è tornato campione di Bulgaria, chiudendo un’attesa durata 17 anni e conquistando il ventisettesimo titolo della propria storia. La certezza matematica è arrivata con il successo per 1-0 contro il CSKA 1948, firmato dal gol di Marko Dugandzic al 71’, in una serata esplosa poi tra fuochi, bandiere e una liberazione che a Sofia aspettavano dal 2009.
Il lavoro di Velazquez e una stagione quasi perfetta
Il volto tecnico di questa svolta è quello Julio Velazquez, allenatore spagnolo visto in Italia sulla panchina dell’Udinese nella stagione 2018/2019, che ha preso una squadra storica, ma appesantita da anni complicati e l’ha riportata dove mancava da troppo tempo.
Il tecnico ha costruito il titolo in una stagione solida, con il Levski capace di assicurarsi il campionato e garantirsi anche l’accesso ai preliminari di Champions League.
I numeri spiegano una parte della storia: 24 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte in 32 partite, con un vantaggio largo sulla seconda. Ma i numeri, in casi così, non bastano. Perché il Levski non partiva con la forza economica del Ludogorets, né con l’abitudine recente a vincere. Ha dovuto ricostruire credibilità, gestione della pressione, continuità.
Ora resta la parte meno romantica: difendere quanto appena conquistato. Perché vincere dopo 17 anni è una scossa enorme, ma restare in alto, con la Champions da preparare e tutti gli occhi addosso, è un’altra cosa ancora.