2013
Entusiasmo alle stelle e un solo accorgimento per un?Italia protagonista
Nell’amichevole di Ginevra è grande Italia. E non per il risultato. La prestazione degli uomini di Prandelli al cospetto degli ospitanti della prossima edizione del Mondiale è superba: Brasile abile a pungere nella prima frazione di gara – dove l’Italia ha creato un numero maggiore di occasioni senza però finalizzarle – ma la reazione degli azzurri è risultata strepitosa. Con la forza e la tranquillità di chi crede nei propri mezzi.
ITALIA SUPER – Un 2-2 contro il Brasile che come già ricalcato va ben oltre il risultato: Prandelli, proseguendo sulla strada dell’ottimo lavoro intrapreso ad Euro 2012, ha plasmato una precisa identità per la sua Italia. Squadra forte caratterialmente ed in grado di creare continuamente occasioni da gol, sfruttando sia le vie centrali che le corsie laterali: il diktat è puntuale, una proposta calcistica attiva che punta al controllo della manovra anche a costo di pagare qualcosa in termini di equilibrio generale. Un discorso che va oltre i moduli: il ct punta su una squadra fluida che sappia variare anche in corso d’opera a seconda delle contingenze della partita. L’idea di Prandelli è un capolavoro che nasce dalle macerie di Sudafrica 2010, acquisisce linfa vitale dalla forza rinnovatrice che il tecnico ha saputo immettere nel progetto e che può concretizzarsi con ottime probabilità nel prossimo Mondiale brasiliano.
BALO DEVASTANTE, ATTACCO SUPER E MEDIANA DI RISORSE – Il fiore all’occhiello della nazionale italiana è Mario Balotelli: ha vinto l’attesa sfida con il fuoriclasse Neymar, un tornado la cui strepitosa rete del 2-2 è soltanto il simbolo di un centravanti totale che può far male ad ogni azione, la cui intesa con l’altro fenomeno El Shaarawy può crescere e perfezionarsi grazie alla coesistenza in rossonero. Un attacco che, completato dai vari Rossi, Osvaldo, Pazzini, Destro, Cerci, Diamanti, Giovinco ed altri che potrebbero ritagliarsi spazi importanti nella prossima stagione, si presenta come uno dei più accreditati ai nastri di partenza della futura competizione mondiale. Il centrocampo è di spessore internazionale: la regia illuminata di Andrea Pirlo è sostenuta da muscoli e qualità di Marchisio e De Rossi e dal ritorno a grandi livelli di Montolivo. La qualità complessiva della proposta azzurra sembra di primo ordine, anche considerando – in caso di conferma di un assetto difensivo a quattro – la spinta di esterni bassi quali Abate, il promettente De Sciglio, Maggio e il polivalente Chiellini.
UN ACCORGIMENTO – Dopo la giusta e meritata esaltazione è doveroso trovare il famoso pelo nell’uovo: l’aspetto migliorabile sembra risiedere nella tenuta difensiva generale. In tal senso, non da intendere in chiave riduttiva, l’esempio a cui riferirsi è senz’altro il modello juventino: per le sole diciotto reti subite in campionato e per la composizione tutta italiana del suo terzetto difensivo. Terzetto, appunto. Conte fu umile e lungimirante nello stravolgere il suo originale 4-2-4 in nome di un più equilibrato, ma allo stesso tempo offensivo, 3-5-2 che esaltasse le caratteristiche dei suoi calciatori, difensori inclusi. Ad oggi Barzagli, Bonucci e Chiellini sembrano maggiormente a loro agio muovendosi in una difesa a tre: il ct Prandelli ha palesemente optato, quantomeno come assetto di riferimento, per una linea difensiva a quattro. Nessuno, e ci mancherebbe, gli chiederà mai di riconsiderare una scelta che si sta rivelando così proficua ma probabilmente il lavoro più profondo va spinto proprio in tale direzione, ossia quella di adattare i centrali bianconeri ad una difesa a quattro senza che gli stessi possano subire cali di rendimento. Compiuto questo passo l’Italia ha ogni carta in regola per presentarsi a Brasile 2014 da assoluta protagonista. E noi tutti tifiamo perché questo accada.