Como News
Fàbregas: «Inter la più forte. Nico Paz come Kakà? Lui era un po’ più esplosivo. Su Mourinho e Conte…»
Fàbregas: «Mai pensato di lasciare il Como. Nico Paz come Kakà? Lui era un po’ più esplosivo. Su Mourinho e Conte dico questo»
Cesc Fàbregas ha espresso il proprio punto di vista sul campionato italiano, soffermandosi su livello, competitività e prospettive della Serie A.
L’allenatore del Como ha parlato in un’intervista a il Corriere dello Sport, introducendo così la sua analisi sul calcio italiano e sulle differenze rispetto agli altri campionati europei.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
PAROLE – «Il passaggio dalla Serie B alla Champions League ci è costato 400 milioni di euro? Non a me personalmente, non so cosa significhi invidia in questo senso. Sì, il Como ha speso, però è vero che la crescita del club sta procedendo a una velocità che sinceramente non ha precedenti. Il PSG ha speso mille e mille milioni e ha aspettato 15 anni prima di vincere la Champions, l’Arsenal 7 per la Premier. Non guardo tanto alla spesa, quanto alla valorizzazione della squadra e dei singoli. È altrettanto vero che non abbiamo salari enormi, il nostro monte stipendi è inferiore a quello di 8, 9 squadre».
ADDIO COMO? – «L’anno scorso mi cercarono Inter, Milan, Napoli e Roma? Quando prendo una decisione non la cambio, non sono mai stato lontano da Como. Ero stato molto chiaro con il mio presidente, per una questione di rispetto ascolto gli altri perché mi consente di spiegare le mie ragioni a chi mi dà valore e a chi mi cerca”»
UN GIOCATORE PER PIACERMI… – «È molto difficile rispondere perché ci sono tanti giocatori che vedi e dici: wow, nel nostro contesto possono essere molto, molto buoni. Quando arrivano devi verificarli ogni giorno, a volte ti sorprendono. Io credo sempre meno nel giocatore con un ruolo definito. Dammi uno che capisce il calcio e che posso far giocare a destra, sinistra, da nove, da 10, da 6, da 8. Il calcio è sempre meno posizionale, è più fisico, uomo contro uomo. Tu contro l’avversario. Se io sono piccolo e tu grande, normalmente vinci tu. Ma se mi muovo con intelligenza, ruoto con i compagni e ti faccio girare un po’ la testa creandoti delle difficoltà, le cose possono cambiare. E per questo un giocatore intelligente, funzionale è molto più importante di uno limitato dal ruolo»
NICO PAZ-KAKA’ – «Nico Paz ha tutto: fisico, qualità. Quando gli parlo cerco di capire quanta voglia ha di crescere, di arrivare al top. E lo faccio ogni giorno. Se mi rivolgo a lui e si gira dall’altra parte capisco che è il momento di lasciarlo andare. Nico è un giocatore con un coraggio straordinario, con una visione e un’ambizione assoluta. Ha 21 anni, ha iniziato praticamente 2 anni fa, ma sembra che giochi da 10. Ha una bella famiglia, è educato, possiede la giusta mentalità e questo mi fa stare tranquillo. Come per tutti i giovani, lo devi spingere, saper portare e gestire. Per formare non solo il giocatore, ma anche la persona. Per creare un giocatore da Juventus, da Inter, da Real Madrid. Kakà era un po’ più esplosivo. Aveva quella conduzione che – come Iniesta, il calcio in una sola parola – non era limitabile. Quando partiva non lo prendevi più. Nico è un po’ più fisico, più posizionale, più statico, però sa usare il corpo in una maniera diversa dagli altri. Ha in testa la porta, un grande ultimo passaggio, ha iniziato a capire il gioco molto meglio, le posizioni, è un talento»
LIBERALI E I GIOVANI – «Liberali? Sono contento. Sono un difensore del calcio italiano perché ne sono parte e, anche se non sembra, ci credo tantissimo. A Como stiamo provando a diventare una grande scuola di calcio. Bisogna partire da 6, 7, 8 anni, la base, avendo un’idea del ragazzo. Per esempio Ricky Cassano, che ha iniziato a allenarsi con noi tre mesi prima che finisse il campionato. La prima volta, ok, bene, niente di speciale. La seconda, idem, però alcune cose mi facevano pensare che fosse diverso. Semplificava, quando vedevi Busquets o Pirlo ti accorgevi di una cosa. Se Pirlo giocava male, la squadra giocava male. E così per Busquets. Se loro giocavano bene, nessuno parlava di loro. Sai cosa vuol dire? Che erano fortemente condizionanti. In Riccardo io credo molto»
INTER E LAUTARO – «Chi prenderei al fantacalcio? Sicuramente Lautaro Martinez, per me è il giocatore più forte della Serie A e un grande leader. L’Inter è la più forte d’Italia. Quando sono arrivato l’ho studiata tantissimo, sono andato spesso a San Siro. L’Inter è il picco»
MOURINHO E CONTE – «Gli allenatori che mi hanno tirato fuori il meglio da calciatore? Mourinho ha giocato con la mia testa, José mi ha impressionato veramente. Lui faceva una cosa con me sapendo che con altri non avrebbe funzionato, è troppo intelligente. Molto bene anche Antonio Conte, un allenatore che – come diciamo in spagnolo – no se casa con nadie, non si sposa con nessuno, per lui sono tutti uguali dal primo all’ultimo. Ha una visione forte»