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2013

Fiorentina, Ljajic: « Pensavo di andarmene, l’inno non lo canto »

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ljajic dopo goal 0873

FIORENTINA SERBIA LJAJIC – Intervistato oggi da “SportWeek”, il fantasista della Fiorentina Adem Ljajic ha parlato tanto di sè, in ottica viola, ma anche in ottica della sua nazionale, la Serbia. Chiosa finale ovviamente anche sul proprio futuro di mercato. Ecco alcune delle sue parole:

GRAZIE MONTELLA – « Sono arrivato in Italia dopo appena due campionati in Serbia, dove il calcio è meno tattico. Ora conosco meglio come si gioca qui e Montella mi ha dato sicurezza, lui crede in me. Ma sono cambiato anch’io con la testa, prima quando non giocavo capitava che mi allenassi senza voglia, ora voglio sempre dare il 100%. Ringrazio prima di tutto ai mieri genitori, poi il mio procuratore Fali Ramadani », le parole del giocatore.

IL CAZZOTTO DI DELIO ROSSI – « Ringrazio i compagni che confermarono che non avevo offeso Delio. Quella vicenda è stata la più triste della mia vita, ho pensato di lasciare la Fiorentina e la società a sua volta pensò di mandarmi via. Io bambino viziato? Come può essere considerato bambino uno che a 13 anni ha lasciato la città natale per andare a vivere da solo a Belgrado con due compagni di squadra coetanei? Nessuno pensava a noi ».

LA SERBIA E L’INNO NON CANTATO – « Ho firmato il patto di Mihajlovic, ma senza neanche leggerlo. La Serbia è fatta anche di musulmani, io ho giocato 10 anni nelle nazionali e nessuno mi ha mai chiesto di cantare l’inno, se queste sono le condizioni non torno. Il ramadan? Lo seguo se non ci sono partite nè doppi allenamenti ».

CALCIOMERCATO – « Rinnovare con la Fiorentina? La voglia c’è, ne parliamo a fine campionato ».

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