Gabbiadini, sogno Mondiale: «Ci tengo alla nazionale»

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© foto Calcionews24

Manolo Gabbiadini si trova bene in Inghilterra e coltiva il sogno azzurro: «Dobbiamo qualificarci per il Mondiale. A Southampton…»

Quella strada fatta su e giù ogni giorno la conosce a memoria: è quasi un anno che Manolo Gabbiadini è andato in Inghilterra. Si è calato perfettamente nell’ambiente inglese, in campo e fuori. Nove gol con il Southampton e un obiettivo fisso nella testa: «Voglio giocare bene e continuare a segnare con il Southampton per arrivare al Mondiale – racconta l’attaccante a “Il Corriere dello Sport” -. Ci tengo molto: ho sempre fatto parte di questo gruppo con Ventura e spero di meritarmi la chiamata». Quindi l’Italia ci va al Mondiale? «Per forza, non ci sono alternative. Lo vogliamo noi e lo vogliono i tifosi».

ESPERIENZA INGLESE – Come si trova in Inghilterra? «Si vive un bel calcio. Volevo fare quest’esperienza e ora me la sto godendo. Insieme a me ci sono mia moglie Martina e mio figlio Tommaso». Come va con la lingua? «All’inizio malissimo, adesso meglio, anche se ancora non riesco a fare discorsi lunghi. Ma tanto in campo si parla tutti la stessa lingua…». A proposito di campo, quali sono gli obiettivi del Southampton? «Una stagione positiva come quella dell’anno scorso, arrivare a una salvezza tranquilla rimanendo più vicino possibile alla zona Europa League. Non siamo partiti benissimo, ma la stagione è ancora molto lunga». Com’è il calcio inglese visto da dentro? «La Premier è bellissima, molto istintiva. Qui si gioca un calcio meno tattico rispetto a quello italiano. Non c’è un campionato migliore dell’altro, ognuno è affascinante a modo suo». Cos’ha pensato quando le hanno detto che era fatta col Southampton? «Ero già preparato, la trattativa è durata un mesetto. Nel frattempo mi sono informato sulla città. Ho sentito anche Graziano Pellè, che era stato al Southampton prima di me: mi aveva detto che la città è bella e c’è una società fatta di persone perbene».

L’ITALIA E I RICORDI – Cosa le manca di più dell’Italia? «Il cibo. In particolare i tortellini in brodo. Con il freddo che fa qui mi farebbero comodo…». Chi vince lo scudetto? «Il Napoli sta facendo cose importanti. Sono due anni che gioca il miglior calcio in Italia, è stato bravo Sarri a dare la sua impronta alla squadra. Spalletti ha dato qualcosa in più all’Inter che non avendo le coppe è agevolata. Ma c’è sempre la Juventus. Se la giocheranno queste tre squadre». Che tipo di allenatore è Sarri? «Molto attento ai particolari, quasi maniacale. Non vuole lasciare nulla al caso, prepara anche le rimesse laterali». Che ricordi ha del debutto in Serie A con l’Atalanta? «Fino a quel giorno avevo giocato solo in Primavera, ritrovarsi in uno stadio vero pieno di tifosi è stata una grande emozione». Qual è il gol al quale è più legato? «Forse il primo in Serie A. Ma anche quello fatto a Napoli con la maglia del Bologna, la rete dell’1-0. Quando si entra al San Paolo è sempre emozionante, figuratevi a 20 anni»