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In 400 mila per la parata scudetto dell’Inter, la cronaca di una festa indimenticabile: i cori, gli sfottò e gli striscioni
In 400 mila per la parata scudetto dell’Inter, la cronaca di una festa indimenticabile: i cori, gli sfottò e gli striscioni. Tutto quello che è successo
Una festa infinita, lunga undici ore, da San Siro al Duomo, con almeno 400 mila tifosi interisti a spingere idealmente il pullman scoperto dei campioni d’Italia. A guidarlo c’era Patrizio, autista romano ma da anni a Milano, chiamato a gestire una vera e propria marea nerazzurra tra cori, fuochi d’artificio, bandiere e tifosi arrampicati ovunque pur di vedere da vicino la squadra di Cristian Chivu.
Inter, Chivu guida la festa con scudetto e Coppa Italia
Il viaggio si è concluso poco prima delle 23.30, quando il pullman è arrivato in zona Duomo tra una folla compatta e in delirio. In alto, i giocatori hanno mostrato la coppa dello scudetto e la Coppa Italia, simboli di una stagione vissuta come rinascita collettiva dopo le ferite dell’anno precedente. Chivu, tecnico romeno e condottiero del Double, è rimasto ancora una volta al centro della scena senza cercarla: le due coppe tra le mani, il sorriso misurato e poi il microfono per intonare «Pazza Inter» insieme ai tifosi.
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Prima della parata, il pubblico si era già radunato a San Siro, dove la festa era iniziata con ospiti di fede nerazzurra, una coreografia imponente a tema Double e il minuto di silenzio per Evaristo Beccalossi. Un momento toccante, vissuto con emozione anche da Marcus Thuram, spesso vicino all’ex numero 10 nerazzurro.
Inter, Lautaro alza il trofeo e i tifosi chiedono Bastoni
Sul prato del Meazza, Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, aveva alzato al cielo lo scudetto consegnato dal presidente della Lega Ezio Simonelli, accanto al presidente nerazzurro Giuseppe Marotta. Presenti anche Piero Ausilio, Dario Baccin, Javier Zanetti e i rappresentanti di Oaktree, Alejandro Cano e Katherine Ralph.
Sul pullman, invece, il clima è diventato sempre più caldo. Hakan Calhanoglu, Federico Dimarco e Lautaro hanno guidato i cori, mentre dalla piazza è partito anche un forte «Bastoni resta con noi». Il difensore ha risposto sorridendo e battendo la mano sullo stemma, gesto accolto con un boato dai tifosi.
Inter, notte storica al Duomo
Tra striscioni, sfottò, occhiali da sole lanciati ai giocatori e il caschetto di Chivu indossato da Thuram, il corteo ha attraversato lentamente Milano. L’arrivo al Duomo ha chiuso una giornata storica: giocatori in terrazza, tifosi in piazza e tutti a cantare «O mia Bela Madunina». Una festa totale, simbolo di un’Inter tornata a vincere e a sentirsi unita al suo popolo.