Gattuso lancia l’allarme: «Dybala? Lo vedo più incupito»

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Gennaro Gattuso ha parlato di diversi argomenti, dal suo Pisa a Belotti, passando per la finale Champions del 2005, ma anche e sopratutto del momento vissuto da Dybala con la Juventus…

Gattuso lancia l’allarme: «Dybala? Lo vedo più incupito»

Nel corso dell’intervista rilasciata da Gennaro Gattuso a Sky Sport, il tecnico del Pisa ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al momento vissuto da Paulo Dybala, suo ex calciatore ai tempi del Palermo e oggi stella della Juventus. Gattuso lancia l’allarme: «Da circa 4 o 5 settimane ho visto Dybala con un’altra faccia, lo vedo molto più incazzoso come se qualcosa non andasse per il verso giusto. Io l’ho conosciuto e l’ho allenato, chi lo conosce sa che Paulo è un ragazzo allegro, quindi questa cosa un po’ mi sorprende, non ha la faccia sempre sorridente come al solito. Non so bene cosa ci sia, ma evidentemente c’è qualcosa che lo turba perché lo vedo più incupito rispetto al normale. E’ un calciatore importante, in questo momento gli manca un po’ di brillantezza, ha tecnica e velocità di esecuzione e pensiero e questo è l’aspetto che sto vedendo meno in quest’ultimo periodo».

A tutto Gattuso: «Belotti è un martello. Dopo la finale di Istanbul…»

L’attuale allenatore del Pisa Gennaro Gattuso è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dove ha raccontato numerosi aneddoti del passato e del presente, iniziando da Belotti, suo giocatore nel 2013 a Palermo: «L’avevamo preso con Perinetti allora, in comproprietà dall’Albinoleffe. Io da subito gli ho detto che avevo visto solo Sheva tirare in porta così e prendere sempre lo specchio. E ne ho prese di offese da Zamparini, diceva che non capivo nulla. Ma Belotti ha una dote, ha il veleno addosso quando attacca la profondità, quando tira con cattiveria. Ha voglia di imparare si allena sempre a mille all’ora. Non ha grandissime qualità tecniche ma quando calcia… E poi è uno che non si accontenta. Ha fatto 22 gol ma non si accontenterà, è un martello». Il pensiero va poi sulla finale di Champions del 2005 a Istanbul: «L’ho vissuta male. Quando vinci una finale 3-0 a fine primo tempo e poi la perdi in quel modo ci vogliono mesi per riprenderti. Per me il Milan è stato un sogno durato 13 anni e lì mi sentivo in colpa perché avevamo perso una finale incredibile e, sì, volevo cambiare aria. Non stavo bene con me stesso. Con gli altri poi non ne abbiamo più riparlato». Infine un commento sul suo Pisa, squadra alle prese con una situazione extra campo molto complicata: «E’ stato difficile, la paura era che qualcuno poteva non starci più invece questi ragazzi non hanno mai mollato. Potevo abbandonarli e invece no. Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con grandissima voglia. E’ stata molto molto dura. La Grecia? Lì avevo bisogno di fare esperienza. Come da calciatore, non voglio che nessuno mi regali niente. Ho passione, ho voglia e vediamo poi dove arriverò».