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Coppe Europee

Grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora

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roma dzeko fonseca

La Roma supera l’ostacolo Ajax accedendo alla semifinale di Europa League e mantenendo vivo il calcio italiano

Abbiamo rischiato grosso di raccontarvi l’Italexit con largo anticipo rispetto alle ambizioni legittime con cui il nostro calcio si era affacciato alla campagna continentale. E invece ci ha pensato la Roma a conquistare la semifinale di Europa League, con l’obiettivo di provare a rendere meno amara l’ennesima stagione in chiaroscuro per le nostre formazioni.

Oggettivamente la formazione di Fonseca partiva in secondo piano nel pensiero comune di gran parte degli addetti ai lavori. E non solo nella competizione “B”, nella quale Napoli e Milan avrebbero potuto aspirare a qualcosa di meglio. Perché è fuor di dubbio che il percorso in Champions League sia stato altamente deficitario, con Inter e Juventus sul banco degli imputati.

Invece ci ritroviamo all’alba di metà aprile aggrappati al club capitolino, non a caso la settima forza della Serie A. Che ora dovrà oltrepassare, e di parecchio, i propri limiti per dimenticare l’incredibile 7-1 del 2007 che il Manchester United seppe infliggere a Totti e compagni.

Sarà difficile, probabilmente difficilissimo. Ma il doppio confronto con l’Ajax ci lascia in eredità una Roma insospettabilmente coesa, rinsaldata nella carica di Dzeko e negli abbracci a tinte giallorosse. Ha saputo soffrire, in verità più ad Amsterdam che all’Olimpico, e ha saputo colpire con un’azione da manuale.

Perché la rete del centravanti bosniaco è in realtà frutto di una giocata capolavoro, con la tanto vituperata costruzione dal basso (e dove sono oggi i detrattori?!?) determinante per lo sviluppo. Recupero di Mancini sulla bandierina, percussione palla al piede di Cristante che non si adagia sul lancio lungo ma rischia e verticalizza con personalità. Il resto, poi, lo creano l’apertura geniale di prima intenzione di Mkhitaryan e la cavalcata in campo aperto di Calafiori.

Tutto fantastico, tutto perfetto. Esattamente come dovrà essere il team di Fonseca per continuare a sognare una storica finale continentale. Ma comunque andrà, Grazie Roma, che ci fai vivere e sentire ancora.