Connect with us

2013

Guidolin, Di Natale e Muriel: ora uno è di troppo

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

muriel casa udinese 2012 ifa

Venticinque gol in due. Considerando che Luis Muriel ha saltato l’intero girone d’andata per un pesante infortunio all’anca la statistica – 17 gol realizzati da Di Natale, 8 dal colombiano – assume, nella prospettiva di un’intera stagione, connotati impressionanti. Ma, con il deficit appena espresso, meglio di loro nella totalità del campionato hanno fatto soltanto le coppie Cavani-Hamsik (22+9), El Shaarawy-Pazzini (16+13) e Lamela-Totti (14+12).

UNA COPPIA GOL LETALE – In prospettiva insomma il miglior – o senz’altro sul podio – tandem offensivo: la media realizzativa di Luis Muriel lascia tranquillamente intendere che, disponibile per gran parte della stagione, si sarebbe attestato oltre le quindici reti. Intraprendendo quel percorso di crescita agevolato dalla vicinanza ad un attaccante così forte ed esperto come Totò Di Natale: poco di meglio per apprendere gli strumenti necessari a tramutarsi nel più breve tempo possibile in calciatore proficuo. Già perfettamente note le caratteristiche dell’oramai centravanti napoletano – l’intuizione di Guidolin nel trasformarlo in prima punta lo ha reso uno dei bomber più prolifici del panorama internazionale, Di Natale ha centrato la soglia delle 170 reti in A e può aspirare alla fatidica quota 200 – Muriel è attaccante di livello assoluto: dribbling nello stretto, velocità ed accelerazioni impressionanti, eccellente tecnica di base, talento, visione di gioco e fiuto del gol lo rendono un prospetto potenzialmente devastante. Classe 1991, può presto diventare – ammesso che già non lo sia – tra i giovani più ambiti a livello europeo.

IL PROGETTO INIZIALE DI GUIDOLIN, POI LA RETROMARCIA – Il tecnico veneto nella sua quadriennale esperienza alla guida dell’Udinese ha dovuto giocoforza raffinare le sue qualità nel lavoro con i giovani, dove è richiesta – oltre ad una visione di lungo termine – quella flessibilità nel riconoscere immediatamente un talento di calibro differente: Guidolin si è accorto del materiale a disposizione e nei lavori estivi di preparazione alla stagione ha ricalibrato il suo credo calcistico verso un 3-5-2 che permettesse di coesistere a due prime punte quale Di Natale e Muriel. L’infortunio del colombiano ha poi decisamente complicato i piani dell’allenatore che, al recupero dell’ex attaccante del Lecce, non è più stato in grado di trovare le coordinate per giocare con due attaccanti. Senza dover rinunciare al talento del sudamericano, troppe volte rimasto inspiegabilmente in panchina in nome di un modulo che funziona soltanto impiegando un centravanti di ruolo – supportato da una o due mezze ale – e dunque esaltando le caratteristiche di Totò Di Natale.

IL FUTURO – Più volte chiamato in causa sulla vicenda, Guidolin ha candidamente ammesso che per lui i due calciatori rivestono entrambi il ruolo di prima punta, dunque dalla difficile coesistenza, e che il suo modulo preferito prevede l’impiego del solo Di Natale supportato da un trequartista. Come si risolve la vicenda? A quanto pare tra i tre uno è di troppo. O lascia Di Natale per raggiunti limiti d’età e spazio a Muriel, o si continuerà a monetizzare con la cessione di quest’ultimo, o va via Guidolin e si cerca un allenatore che giochi con due attaccanti di ruolo. Nel mezzo c’è l’arte della trattativa: il tecnico gode dell’illimitata fiducia – e stima – di una proprietà che farebbe ferro e fuoco per assicurarsi la sua riconferma, Di Natale con ogni probabilità continuerà a calcare i campi da gioco nonostante qualche manifestata perplessità e Muriel non dovrebbe lasciare Udine nella prossima estate. Il processo scoperta talento – valorizzazione – cessione con plusvalenza è in atto ma deve scontare il lungo infortunio occorso al colombiano. Che, disputando un’intera stagione, può raggiungere numeri da sballo, far lievitare il prezzo del suo cartellino e scatenare una vera e propria asta internazionale come fu per Sanchez, venduto poi alla cifra record di 40 milioni di euro. La soluzione? Il buon senso, l’arte della trattativa.

Change privacy settings
×