Guidolin rivela: «Il rigore di Maicosuel ancora mi perseguita»

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Francesco Guidolin ripercorre i fasti della sua Udinese con commento anche alla situazione dell’attuale Serie A

Intervistato da Gianluca di Marzio, Francesco Guidolin analizza la situazione attuale del calcio italiano, e trona con la mente alla sua Udinese, che gli ha dato tante soddisfazioni, ma anche qualche rimpianto. Guidolin per descrivere che cos’era la sua squadra dal 2010 al 2014 usa queste parole: «La mia Udinese partiva con il classico obiettivo dei 40 punti, poi verso febbraio ci accorgevamo che si poteva fare di più: in 4 anni abbiamo conquistato un quarto posto, due preliminari di Champions e uno di Europa League. Eravamo forti come l’Atalanta di oggi, però se ne parlava poco, non ho mai capito il perché. Ci soffrivo, sono veneto ma come carattere mi sento friulano».

Poi sempre sull’Atalanta aggiunge: « Gasperini mi piace moltissimo , ha un gioco particolare fatto di aggressività, intensità, pressing alto, organizzazione e marcatura  a uomo. Per me possono anche tornare in Europa anche se ripetersi è sempre difficile. Se Ilicic trova l’allenatore giusto grandi cose, mentre Gomez mi fa impazzire. Non è un colosso ma non perde mai la brillantezza». Infine Guidolin ricorda l’errore dal dischetto di Maicosuel, un maldestro cucchiaio che estromise l’Udinese dalla Champions League: Dopo sei mesi ancora non riesco a sputarlo fuori, mi perseguita. Ancora non capisco perché fece il cucchiaio, ma l’errore è stato mio, non dovevo mettere tra i cinque rigoristi l’ultimo arrivato».