Il piano di Gallazzi per costruire un grande Genoa

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Il manager Gallazzi: «Un grande Genoa con grandi investitori, ma se non ci sono le firme entro il 31 luglio salta tutto»

Entusiasmo e progetti ambiziosi, Giulio Gallazzi è pronto a lanciarsi nella nuova avventura rossoblù con un però. Le firme rischiano di slittare alla prossima settimana «Anche perché spiega il manager bolognese non ci sarebbero i tempi tecnici per convocare l’assemblea degli azionisti»  Comunque non si andrà oltre il 31 luglio, se entro quella data non ci saranno state le firme vorrà dire che è saltato tutto. «E mi auguro proprio che non sia così perché significherebbe aver buttato via, oltre a tempo ed energie, anche tanti buoni propositi»
Il primo passo è mettere in sicurezza la società: «Ma noi siamo gente ambiziosa, non vogliamo mica fare gli spettatori. Il primo obiettivo è naturalmente mettere in sicurezza la società. Però, un passo alla volta attraverso un progetto di sostenibilità, vogliamo anche pensare in grande come merita la storia del Genoa».
Sugli investitori Gallazzi è sicuro: «mi chiamano l’uomo dei fondi, trovare i capitali non sarà un problema. E nemmeno mi spaventano le cifre perché sono stato coinvolto in operazione molto più onerose dal punto di vista economico. Fondamentale è dare vita ad un progetto ambizioso ma anche sostenibile. I soldi non ci sono per le aziende in crisi, ma le aziende che funzionano attirano investitori.» Il manager prosegue, aggiungendo che «il futuro del calcio è nei grandi gruppi internazionali, il Genoa deve darsi una dimensione per diventare appetito dagli investitori stranieri. Bisogna avere indirizzi strategici e non quelli tattici di chi vive alla giornata. Il denaro che serve per le necessità del momento è denaro buttato via. Il Genoa sarà una grande piattaforma, coinvolgeremo la città, l’università, i giovani. E di volta in volta troveremo i capitali necessari per finanziare il nostro progetto».

In chiusura Gallazzi ci tiene a far chiarezza sul ruolo che il suo gruppo d’investitori avrà nel nuovo Genoa: «Il Genoa appartiene alla città e ai suoi tifosi. Noi, sempre che l’operazione vada a buon fine, non saremo i proprietari, ma i possessori del pacchetto azionario del Genoa in questo preciso momento storico». L’imprenditore sottolinea come sia importante il ruolo che svolge la gente in grandi realtà come Bayern Monaco e Barcellona: «l‘azionariato popolare non è una cooperativa al ribasso ma la partecipazione della gente ad un percorso di sviluppo. Perché per un programma che resista nel tempo è fondamentale non legarsi a una persona o ad un gruppo che comunque sarà sempre una persona di passaggio nella storia del club»

Vedremo dunque come si concluderà la trattativa per l’acquisizione del club ligure da parte del gruppo d’investitori, ma i tifosi rossoblù possono dormire sonni tranqulli, certi che il fondo di investitori è solido e sicuro.