2013
Inter, Alvarez: «Grazie Moratti. Futuro? Ne parleremo»
CALCIOMERCATO INTER ALVAREZ – Acquistato nel 2011 dal Velez Sarsfield, Ricky Gabriel Alvarez, dopo numerose difficoltà, ha cominciato a giustificare l’investimento di Massimo Moratti, che ha preferito trattenerlo, piuttosto che rinunciarci subito. Ne è consapevole il trequartista dell’Inter, che ai microfoni di Tuttosport ha raccontato la sua crescita nerazzurra: «Ora posso giocare nel ruolo che preferisco e ho trovato la fiducia dell’allenatore e dei miei compagni. Finalmente riesco a fare quello che voglio dentro il campo e riesco a sentirmi importante per questa squadra. Il presidente però, anche quando le cose non andavano bene, ha sempre avuto una parola buona per me e sentire l’affetto e la fiducia della persona più importante che c’è in società è fondamentale per un ragazzo che, come me, era appena arrivato da un mondo tanto diverso. Anno dei tre allenatori? Sicuramente non è stato l’ideale perché ogni allenatore vede il calcio in modo completamente diverso dall’altro».
Il giovane calciatore argentino ha poi spiegato la scelta di passare all’Inter piuttosto che all’Arsenal e cosa ha imparato finora dal calcio italiano: «Perché ho scelto l’Inter? Per l’importanza di questa società. Inoltre perché, essendoci all’Inter tanti argentini, avevo l’idea che l’Italia e l’Inter fossero il posto ideale per fare bene. D’altronde, il vostro paese è molto simile alla mia Argentina. Questo è un calcio molto tattico dove devi giocare molto senza palla, stare attento alla tua posizione in campo e devi sapere prima che ti arrivi la palla cosa fare perché non c’è spazio né tanto tempo per pensare. All’Inter ho giocato in posizioni diverse e ogni ruolo ha le sue caratteristiche: è un bene perché questo ti rende un giocatore più completo ma è più difficile riuscire a fare bene. Mi piace partire largo a destra nel tridente: quella è la posizione in cui mi sento più “comodo”».
Ricky “Maravilla” ha poi commentato i fischi di San Siro e raccontato il giorno più bello e quello più brutto da interista: «Quando succedono queste cose serve equilibrio: io ho sempre pensato che se ti fischiano non è che sei diventato il peggior giocatore al mondo ma, di riflesso, quando arrivano gli applausi perché magari hai fatto due gol non è che sei improvvisamente diventato il migliore. Bisogna avere equilibrio perché sennò vai in tilt. In Italia ho anche imparato che devo pensare solo a giocare, avere fiducia in me stesso e stop. I fischi non piacciono a nessuno, ma può capitare di essere fischiati. L’importante è non perdere la testa: il calcio spesso vive sulle montagne russe, ti devi abituare e lo devi capire. Giorno più bello? Ne scelgo due: i derby vinti l’anno scorso. Quello più brutto? Non voglio cancellare nulla perché anche nei momenti peggiori ho imparato tante cose e penso che sia stato tutto utile per crescere».
Infine, spazio al calciomercato ed in particolare al retroscena sul River Plate a gennaio, sull’interesse dell’Atletico Madrid nei suoi confronti e sulla possibilità che i connazionali Peruzzi e Gomez arrivino all’Inter: «Cosa è successo con il River Plate a gennaio? Si è scritto tanto sui giornali ma io non ho mai voluto dire niente e questo perché la testa mi diceva che dovevo rimanere qui e pensare soltanto ad allenarmi bene. Poi, sicuramente, le cose possono cambiare e non si sa mai dove si può finire tuttavia nei miei pensieri, a gennaio come oggi, c’è solo l’Inter. Se ho parlato con Daniel Passarella? No, non ho mai parlato con nessuno. Tornare in Argentina sarebbe stato un passo indietro. Quando ho deciso di andarmene, l’ho fatto con l’obiettivo di rimanere qui per tanti anni. Se fossi tornato a Buenos Aires a gennaio, non sarei stato contento di me stesso. Quando tornerò in patria, lo farò solo per finirci la carriera. Atletico Madrid? A questa domanda non posso rispondere perché ora penso soltanto a giocare queste cinque partite e a finire bene il campionato. Dopo si parlerà di mercato. Peruzzi da Inter? Sì perché ha tanta personalità. È un terzino che sa giocare la palla, tatticamente è bravo, il che è molto importante nel calcio italiano, ed è ancora molto giovane. Sicuramente dovrà imparare molto, ma credo possa diventare un grandissimo giocatore e, se dovesse arrivare all’Inter, sarei il primo a essere contento per lui. Beh, ha giocato bene in nazionale e può stare benissimo anche all’Inter. Gomez e Botta sono due grandissimi giocatori che possono fare bene all’Inter e io non posso che essere contento anche perché… sarebbero due nuovi argentini in squadra».