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Inter: ecco la rivoluzione in difesa targata Ausilio e Sabatini

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Inter, tra arrivi e cessioni è rivoluzione in difesa. Da punto debole nella scorsa stagione a reparto più rinforzato nella campagna acquisti

L’avvio di stagione dell’Inter ha avuto una conferma importante con la prima di campionato, ma c’è la consapevolezza che ancora c’è molto da fare sul mercato. In particolare per volontà di Luciano Spalletti si continuerà a dare molto spazio alla difesa, dato che viene ritenuto il reparto principale su cui puntare per pensare di lottare per traguardi importanti, dopo le deludenti stagioni appena messe in archivio.

GLI ARRIVI – Il primo volto nuovo visto dalle parti di Appiano è stato quello di Daniele Padelli, arrivato a parametro zero dal Torino per sostituire lo svincolato Carrizo, tornato in Argentina dopo le disastrose uscite nerazzurre. Murillo non è stato mai considerato nella testa di Spalletti come il centrale titolare a fianco di Miranda e unita all’incostanza del colombiano dimostrata in due anni in nerazzurro i dirigenti nerazzurri hanno deciso di prelevare dalla Sampdoria, in una trattativa che ha visto coinvolto anche Caprari, Milan Skriniar, roccioso difensore sloveno che ha subito impressionato nelle amichevoli estive e nella prima gara di campionato contro la Fiorentina, per il senso di posizione e velocità d’intervento. Nel 1 vs 1 è impresa ardua superarlo e non a caso è subito diventato titolare nella formazione di Spalletti. In queste ultime due settimane di mercato l’inter dovrà necessariamente intervenire acquistando almeno due difensori centrali per sopperire alle cessioni di Medel, Murillo e quasi sicuramente Ranocchia. Mangala e Mustafi sono i profili più gettonati.

Rivoluzionate anche le corsie laterali: negli anni Nagatomo,Pereira, Telles, Ansaldi, Jonathan e D’Ambrosio, non hanno saputo raccogliere la pesante eredità lasciata da Maicon e Chivu. Per questo Ausilio e Sabatini hanno scelto di investire con forza sui terzini: Dalbert è stato inseguito per un mese e mezzo e solo alcune settimane fa ha potuto raggiungere Appiano Gentile e allenarsi con i compagni. I dogmi difensivi di Spalletti devono ancora essere assimilati ma i tifosi interisti sperano di non vedere più Nagatomo compiere errori su quella fascia. Per la corsia di destra invece è stato ufficializzato ieri Joao Cancelo dal Valencia in prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni. Spalletti e Martusciello dovranno lavorare duramente per educare il portoghese alla fase difensiva. Al Valencia e in Nazionale, infatti, ricopre il ruolo di ala pura predisposta più a offendere che a difendere, all’Inter invece dovrà assicurare una buona copertura difensiva al posto di Danilo D’Ambrosio.

Per una difesa che se sarà rinforzata da Mangalà e Mustafi può giocare a tre o a quattro, con Dalbert e Cancelo spostati nei 5 di centrocampo. Difficile che il tecnico nerazzuro adotti la difesa a tre rivoluzionando il suo credo tattico. Molto più probabile che si componga con Cancelo e Dalbert rispettivamente sulla destra e sulla sinistra con Miranda e Skriniar a dominare l’area di rigore. La vera sfida per Spalletti e staff sarà quella di far convivere Dalbert e Cancelo nell’undici iniziale: due giocatori che fanno della fase offensiva il loro punto di forza rischiano di squilibrare la squadra durante la partita, soprattutto contro avversari capaci di ripartire velocemente in contropiede.

LE USCITE – Oltre a Kondogbia a centrocampo, Biabiany in attacco e a vari giovani girati in prestito, Murillo e Medel hanno salutato l’Inter trasferendosi rispettivamente a Valencia e Besiktas. Il giovane difensore colombiano arrivò nel 2014 con il peso del miglior difensore della Coppa America sulle spalle; l’avvio di stagione con Mancini sembra incoraggiante, Miranda e Murillo costituirono un muro invalicabile nelle prime giornate per poi naufragare terribilmente insieme a tutta la squadra. L’incostanza è il minimo comune denominatore dei due anni di Murillo in nerazzurro, ha alternato grandi partite e grandissimi gol (come quello contro il Bologna in coppa Italia) a errori grossolani che sono costati alla squadra i tre punti. Medel arrivò all’Inter sotto precisa richiesta di Mancini, che nei suoi piani doveva costituire un mastino da mettere davanti alla difesa, ruolo che ha svolto discretamente in tre anni a Milano.

Con la successiva girandola di allenatori è stato spostato in difesa a fianco o di Miranda o di Murillo dove è stato spesso protagonista di chiusure formidabili alternate ad errori imperdonabili. Ranocchia è sicuramente il prossimo che lascerà Milano, ha offerte dall’Inghilterra e Italia. Acquistato nel 2011 come prospetto assoluto del calcio italiano non ha mai mantenuto le aspettative su di lui; investito anche della fascia di capitano prima di Icardi ha sempre fallito le occasioni importanti subendo anche i fischi e i malumori del pubblico di San Siro. Le premesse di vedere nuovamente una difesa nerazzurra rocciosa come negli anni del Triplete ci sono tutte, spetta ai nuovi arrivati mantenerle.