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2013

Inter, Handanovic: «Terzo posto, non è troppo tardi»

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INTER HANDANOVIC JUVENTUS BUFFON – A poco più di 24 ore dalla super-sfida in programma a San Siro, Samir Handanovic ha rilasciato alcune dichiarazioni per i colleghi della Gazzetta dello Sport. Il portierone dell’Inter ha parlato soprattutto dell’incontro con la Juventus, dopo che la gara d’andata aveva illuso un po’ tutti sulle possibilità dei nerazzurri di lottare per lo scudetto: «Ci sono 3-4 squadre che lottano per quell’obiettivo, e sinceramente credo che possa succedere di tutto. Chi fa sport come me e i miei compagni il pessimismo non lo contempla. Il netto calo dopo la vittoria dell’andata? Non succede nulla per caso, mai. Non è che dopo quel 3-1 a Torino ci credevamo superiori, ci è mancata la continuità oltre che tanti giocatori: dire che l’assenza di Milito è pesante è scontato, lo so, ma per l’uomo e il giocatore è così. Un’assenza determinante. Poi, ripeto: la continuità ad alti livelli è importantissima. La differenza tra grandi partite e tracolli clamorosi? E’ tutta questione di atteggiamenti, a volte sbagliati: quando cominci male la partita nei primi quindici minuti, dopo tutto diventa più difficile. Perchè non mi piace l’appellativo di para-rigori? Perché il rigore non è il metro per giudicare bravo o scarso un portiere: se uno para tanti tiri dagli 11 metri non è più meritevole di elogi di un altro che non li neutralizza. Sia chiaro: i numeri sono importanti, ma quello non è l’unico metro per giudicare un portiere, visto che in Italia si fischiano molti falli, forse troppi… Buffon è il migliore? Si nasce con certe qualità, poi bisogna essere bravi a svilupparle e a maturare. Io lo vedevo, e guardare lui è esempio di come si diventa grandi portieri, di come si curano certi particolari per essere e stare ai livelli più alti.»

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