Inter, Lucescu: «Nerazzurri spremuti da Mourinho. E il Palermo...» - Calcio News 24
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2013

Inter, Lucescu: «Nerazzurri spremuti da Mourinho. E il Palermo…»

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LUCESCU SHAKHTAR INTER MOURINHO PALERMO – E’ ormai uno dei guru degli allenatori europei, avendo portato lo Shakhtar a livelli impensabili e impensati. Stiamo parlando di Mircea Lucescu, ex allenatore proprio dell’Inter, che ha rilasciato un’intervista esclusiva a Palermo24.net, di seguito riportata.

Palermo e Inter, due squadre in difficoltà ma ancora in lotta per i rispettivi obiettivi.

«Seguo costantemente la Serie A, e so che entrambe le formazioni vivono una stagione non facile: il Palermo è in zona retrocessione e ha passato un brutto momento, ma ha saputo tornare in corsa per la salvezza con risultati importanti nelle ultime partite; l’Inter invece è stata molto discontinua e ha pagato i continui infortuni dei suoi giocatori più importanti»

Come vede i rosanero per la volata salvezza?

«Sono convinto che il Palermo riuscirà nell’impresa e centrerà l’obbiettivo di rimanere nella massima serie: la squadra simbolo della Sicilia non può permettersi di retrocedere in Serie B. Sono rimasto molto sorpreso dell’involuzione dei rosanero nelle ultime annate: dopo i brillanti risultati dei primi anni della gestione Zamparini mi aspettavo di vedere un Palermo stabilmente nelle coppe europee. Così non è stato, purtroppo, e credo che abbiano pesato molto i continui avvicendamenti in panchina»

Lei conosce bene l’ambiente dell’Inter: da dove nascono le difficoltà attuali dei nerazzurri?

«L’Inter mi è rimasta nel cuore, perché è una società alla quale sono molto legato e per la quale provo grande simpatia; per questo sono dispiaciuto dei risultati deludenti delle ultime stagioni. I nerazzurri hanno vinto tutto tre anni fa sotto la guida di José Mourinho, ma il tecnico portoghese ha spremuto a fondo ogni giocatore, riuscendo a trarre il massimo da un gruppo di grandi campioni al top della carriera, con un’età media intorno ai 29 anni. L’addio di Mou ha chiuso un ciclo glorioso: di quella squadra sono rimasti pochi giocatori e tutti ormai in là con gli anni, e per una società come l’Inter che deve puntare a vincere ogni anno non è semplice ripartire e ricostruire un’ossatura vincente»

La sua squadra è una miniera di giovani talenti: come si costruisce il modello-Shakhtar?

«La nostra filosofia è chiara: scegliamo giovani di talento sui quali puntare, prendendoli a 18-19 anni e facendoli crescere con noi, educandoli sia calcisticamente che come uomini. Le assicuro che non è un lavoro semplice, perché l’adattamento di ragazzi così giovani, specialmente per i brasiliani che arrivano in un ambiente completamente diverso da quello in cui sono cresciuti, non è facile e va seguito passo dopo passo per consentire loro di maturare e di crescere nella maniera giusta»

Qualche nome pronto per i maggiori palcoscenici europei?

«I nostri ragazzi sono tutti molto forti, come testimoniato dall’interesse mostrato nei loro confronti da parte dei club più importanti d’Europa. Uno dei nostri fuoriclasse, Willian, è già partito a gennaio quando è stato acquistato dall’Anzhi; Fernandinho è richiestissimo da tante grandi squadre, mentre Rakitskiy è già nel mirino del Barcellona. Altri nomi sono quelli di Luiz Adriano, Teixeira, Taison e Douglas Costa»