2013
Italia, conferenza Buffon: «Totti uno di noi. Balotelli-Milan: situazione ideale, ma…»
Oggi in conferenza stampa a Coverciano è intervenuto il capitano della Nazionale, Gianluigi Buffon, il quale ha parlato alla vigilia della sfida contro il Brasile dei temi attuali nel ritiro degli azzurri.
Sicuramente uno dei temi principali è la presenza di giovani come De Sciglio e Poli, ed a Buffon vengono chieste le prime valutazioni ed impressioni: «Sicuramente è un po’ presto per avere delle impressioni credibili, è solamente un giorno che siamo qui riuniti. Il fatto che ci siano tanti ragazzi nuovi, e giovani, fa ben sperare per il futuro. Pare ci sia un ricambio generazionale importante e di valore. Questo era un po’ un dilemma degli scorsi anni e, probabilmente, sembra in via di risoluzione».
Sulla gara contro il Brasile che si giocherà in Svizzera: «Giovedì giocheremo questa amichevole importante, c’è un bel banco di prova e non vogliamo certamente sfigurare. Ci apprestiamo a rappresentare l’Italia in una competizione come la Confederations Cup da qui a tre mesi, una competizione dove bisogna giocare per vincere e bisogna presentarci nella maniera più idonea».
Breve parentesi sull’incontro in merito all’espulsione del razzismo dagli stadi: «È stato un successo, come si dice in questi casi, quando le cose vengono fatte in maniera spontanea e vengono accompagnate dal cuore e dai sentimenti. Sono piccoli segnali che, se presi nel modo giusto, possono solo far migliorare i rapporti e la coesistenza nella nostra società».
Dopo la mezza apertura da parte di Cesare Prandelli al ritorno di Totti in Nazionale, Buffon dice la sua su questa ipotesi: «Lo spogliatoio, tra virgolette, per quel che riguarda le decisioni dell’allenatore, non deve dire niente. Sono responsabilità specifiche di chi guida la squadra e di chi pensa di fare il bene della squadra in vista di una competizione. Se poi, nel caso specifico, si parla di un ragazzo come Francesco, è ancora oggi un ragazzo della Nazionale. Qualcuno di noi ha condiviso con lui questa avventura dall’Under-15, quindi per me sarà sempre un compagno di Nazionale. Se poi giocherà ai livelli attuali, di quest’anno, ritengo la risposta del mister una risposta intelligente: non va precluso niente a chi può decidere le partite. È una considerazione logica fatta su un ragazzo che sta scrivendo la storia del calcio italiano e lo sta facendo con il presente e, magari, in un futuro prossimo; non stiamo parlando solo di passato».
Sul percorso della Juventus in Champions, Buffon risponde così.
Sulle votazioni in Italia ed il momento politico attuale: «In Italia il voto spetta al popolo che è sovrano. Se siamo tutti felici e tutti consapevoli, e riteniamo giusto che sia la soluzione migliore andare avanti così, andiamo avanti così».
Tornando sulla parentesi legata ad un ritorno di Totti in azzurro: «Ogni volta che Francesco ha preso una decisione, è arrivata dopo una profonda riflessione. Nel 2006 può aver pensato che aveva vinto la cosa più bella che si possa vincere nel calcio, ossia il Mondiale, ed era arrivato dopo un gravissimo infortunio. Per cui ha preferito dedicarsi un po’ di più alla Roma, alla propria carriera ed alla propria salute, forse giustamente, avendo così meno impegni ed ottimizzando il lavoro fatto in estate per la preparazione, offendo prestazioni all’altezza per la propria squadra. Nel 2006 Francesco aveva 30 anni, per cui non era manco più tanto giovane. Certo, vedendo come sta a distanza di sette anni, un po’ dispiace, ma magari sta così perché ha potuto lavorare in una certa maniera che gli ha dato longevità. Se gli ho chiesto di tornare? Questi sono discorsi personali ed intimi, alla fine quando ci incontriamo parliamo spesso di tante cose. Lui sa quello che ci diciamo».
Sull’attesa per l’esplosione di Mario Balotelli ed il momento d’oro col Milan: «Tutti desideriamo che Mario trovi la definitiva consacrazione ed il proprio equilibrio, che non vuol dire soffocare sé stesso e la propria indole. Io Mario l’ho visto sempre molto tranquillo, nel gruppo e con la squadra. Prima gli mancava di poter giocare con continuità. Prima di venire al Milan, non era mai stato un titolare fisso, perché talvolta partiva dalla panchina. Adesso ha trovato la situazione ideale per poter dimostrare realmente il suo valore, che tutti conosciamo e che nessuno gli vorrà mai togliere. Mi auguro che con noi, con la Nazionale, e un po’ meno col Milan, riesca a regalarci le gioie che ci può dare».
Sul futuro di Antonio Conte alla Juventus, queste le parole di Buffon.
Sulla Nazionale basata in gran parte su due blocchi, Juventsu e Milan, il portiere osserva: «La Juventus è forse la squadra più rappresentata, c’è una comunità molto numerosa, ed è forse logico, visto che veniamo da due anni molto buoni. Per quel che riguarda il Milan, anche il Milan è una squadra che ha sempre basato i propri successi su uno zoccolo duro italiano. La rifondazione del Milan, seppur impostata sui giovani, sia una rifondazione di stampo italiano. Lo trovo molto logico che la Nazionale sia rappresentata per la maggior parte da queste due squadre».
Buffon è tornato poi a parlare del futuro di Conte in chiusura.