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Juventus, cosa non ha funzionato contro il Cagliari. Questi dati lo testimoniano: rebus David e l’arrivo di Mateta…L’analisi!

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Juventus, quali aspetti non hanno funzionato contro il Cagliari. Ecco i dati che lo testimoniano: l’analisi su David e…Mateta

Cosa non ha funzionato nella Juve che si è fermata in Sardegna sabato sera? L’analisi del momento della Juventus di Luciano Spalletti proposta dal Corriere dello Sport ruota attorno a un concetto quasi filosofico: anticipare, non reagire. Per il tecnico di Certaldo, una frazione di secondo rappresenta il confine tra un gol e un’occasione sprecata. Tuttavia, i recenti risultati contro Lecce e Cagliari hanno evidenziato una “Signora” padrona del campo ma incapace di abbattere il muro avversario.

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Il Mantra di Luciano: “Il rumore del pallone”

Spalletti è stato chiaro fin dal suo arrivo alla Continassa: «Si deve sentire il rumore del pallone che viaggia sull’erba». La sua idea di calcio richiede visione di gioco, rapidità di scambio e intuizione. Se l’attaccante attende il movimento del difensore, è già troppo tardi. Questo ritardo mentale e fisico è emerso nitidamente alla Unipol Domus, dove la Juve ha prodotto volume senza cattiveria.

Analisi di un dominio sterile

Le ultime due sfide contro Lecce e Cagliari sembrano fotocopie speculari. Nonostante una supremazia territoriale schiacciante, i bianconeri hanno raccolto un solo punto. I numeri raccontano una squadra che “soffoca” l’avversario ma non lo colpisce:

Dato Statistico (vs Cagliari)
Valore
Possesso Palla
78,1%
Tiri Totali
21
Tiri in Porta
5
Cross effettuati
34
Calci d’angolo
18
Il ricorso esasperato al cross (36 contro il Lecce, 34 contro il Cagliari) è diventato un paradosso tattico, considerando le caratteristiche degli interpreti in area.

L’equivoco Jonathan David

Il problema principale risiede nella natura di Jonathan David. Il canadese non è Vlahovic: non ha la stessa forza d’urto nei sedici metri e non è un “pivot” naturale. David predilige il dialogo palla a terra, viene incontro ai centrocampisti e cerca lo spazio attraverso il triangolo rapido. Se la Juve alza la palla, David sparisce. Spalletti chiede velocità e precisione per scardinare le difese centralmente, ma la squadra finisce spesso per rifugiarsi in traversoni prevedibili che favoriscono i difensori strutturati. In questo senso, l’imminente inserimento di Mateta potrebbe essere la chiave: un riferimento fisico capace di occupare l’area e permettere a David di agire da seconda punta, la sua reale dimensione. Servono più furbizia e cattiveria negli ultimi trenta metri per trasformare il possesso in punti pesanti.

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