2013
Juventus, Conte: «Guidolin merita elogi»
JUVENTUS SCUDETTO CONTE – Nel corso dell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport (clicca qui per la prima parte) Antonio Conte ha parlato anche di temi non inerenti al mondo Juventus: «Chi merita elogi? L’Udinese perché Guidolin riesce ogni anno a fare i miracoli, nonostante le tante cessioni, sono sempre lì a dare fastidio alle grandi e lo fanno attraverso una identità riconoscibile. Non è un caso, insomma. E poi la Fiorentina: con Montella alla prima stagione sta facendo molto bene. In Europa? Tanto di cappello a Heynckes: ha vinto la Champions con il Real nel 1998 e praticava un calcio diverso. Ma non è rimasto fermo a quel sistema. Se mi piace il gioco del Bayern Monaco? Sì, è molto simile alla mia idea di calcio. Con gli esterni a far male e una organizzazione perfetta in ogni reparto. Guardiola? Sarà una bella sfida. E’ tra i migliori allenatori in circolazione. Altri nomi? Mourinho: riesce ad avere il 100% dalla squadra. L’Inter del triplete era un grande esempio di forza, abnegazione e volontà. Lui l’ha portata al massimo, andando via all’apice di un ciclo. Chiuso quello del Barcellona? Iniziamo col dire che ha vinto comunque la Liga ed è arrivato in semifinale di Champions. Considerarli al capolinea mi sembra esagerato. Certo, di recente sono molto Messi-dipendenti. Chi mi ha influenzato di più? Arrigo Sacchi. Il suo Milan ha fatto la storia e tracciato una via importante: la squadra sopra il singolo e non viceversa. L’ho avuto in Nazionale e mi ha aperto la mente. Lippi e Trapattoni mi hanno insegnato tanto riguardo alla motivazione e gestione del gruppo».
L’allenatore della Juventus dai colleghi passa ai giocatori: «Il più forte? Parlo degli ultimi 30 anni: Maradona, l’ho anche marcato. Uno spettacolo: negli occhi aveva ancora la felicità di un bimbo che gioca per la prima volta. Poi Messi. E Ronaldo, il Fenomeno dell’Inter. Come siamo messi con i giovani? Direi bene. Credo che l’Under 21 possa vincere l’Europeo. E anche la Nazionale ha un gruppo importante. Un nome? El Sharaawy: un giocatore totale, capace di attaccare e difendere. Cresciuto tantissimo e con ampi margini di miglioramento. E’ un patrimonio del nostro calcio. Altre investiture? Insigne, talento di strada come Cassano e Miccoli. Può sempre fare la differenza, creando superiorità. Un giocatore simbolo del campionato? Tutti quelli della Juve. Al di là della mia squadra, invece, dico Cavani: un attaccante così completo è difficile trovarlo».
In merito alla vicenda del calcioscommesse, alla sua esperienza a Bergamo e al suo rapporto con Lecce, Conte ha spiegato: «E’ una cicatrice profonda. Quello che mi ha fatto più male è stato leggere articoli che davano per finita la mia carriera, avallando accuse prive di senso. Chi mi conosce sa che non accetterò mai compromessi. Alla fine ho subito una ingiustizia, senza prove. “Non potevo non sapere”. Faccio felice Crozza: la parola “agghiacciante” ha fotografato bene il mio stato d’animo. Atalanta? Sono convinto che ci saremmo salvati, ma quando ho capito che potevo essere un problema mi sono fatto da parte. Peccato, perché la tifoseria è calda, vicina alla squadra, proprio come piace a me. Lecce? Sono fatalista: doveva andare così. Mi hanno accusato di cose non vere, ho cercato di spiegarlo anche nel libro».