2013
Juventus, Conte: “No turnover. La gara più importante è la prossima”
Antonio Conte alla vigilia della sfida contro l’Inter non ha dubbi. Niente turnover in vista del Bayern Monaco? “In vista di nulla perchè chi mi conosce sa che la partita della vita per me è quella successiva. La partita con la P maiuscola è quella di domani contro l’Inter, non quella contro i tedeschi. Abbiamo un obiettivo concreto da inseguire: riconfermarsi in campionato. Partite come quelle di domani non bisogna fallirle. Affrontiamo una grandissima squadra ed è una gara dalla grande tradizione. Domani schiererò la miglior formazione tenendo contro dei rientri dalle nazionali e di chi è rimasto qui a Vinovo a ha dimostrato grande voglia e grande condizione”.
Ha detto qualcosa a Pogba dopo la sua espulsione?
“E’ stata un’espulsione ingiusta perché il primo giallo non esiste. La seconda ammonizione con un pizzico di esperienza in più avrebbe potuto evitarsela. Fosse stata un’espulsione per reazione o per un’entrata killer gli avrei detto qualcosa, ed invece non ha bisogno gli si dica nulla. Anzi: ha dimostrato in Naizonale le sue grandi potenzialità e la sua grande personalità”.
Totti ha detto: “Noi ci sentiamo più forti della Juve, ma loro sono più squadra”
“Innanzitutto colgo l’occasione per fare gli auguri a Francesco per i suoi 20 anni di carriera. Lui è il miglior spot dell’Italia. Gli auguro di arrivare in queste condizioni anche l’anno prossimo per farsi convocare per il Mondiale del 2014. Ho avuto il grande onore di giocare con lui in Nazionale e gli faccio un gigantesco in bocca al lupo. La Roma è una buonissima squadra che si sta costruendo un grandissimo futuro. Bisognerà fare molta attenzione già dall’anno prossimo ai giallorossi”.
Nel calcio mai dire mai: sarebbe capace di allenare l’Inter?
“Siamo dei professionisti e mai dire mai in qualsiasi situazione. Io sono tifoso della Juventus e alleno la Juventus. Ma anche se dovessi allenare il Milan o l’Inter sarei lo stesso perché diventerei il primo tifoso di quella squadra e darei il massimo per portarla a vincere. Sono stato il primo tifoso dell’Arezzo, del Siena, del Bari e dell?Atalanta. L’atteggiamento mio sarebbe lo stesso con qualsiasi squadra. Mi piacerebbe non sentirmi più dire che sono esagitato perché sono tifoso”.
Saluterà Cassano o vi metterete tutti sull’attenti come soldatini?
“Quelle sono situazioni da apri parentesi e chiudi parentesi. Un attimo dopo il discorso è già finito. È un calciatore che stimo e sta dimostrando di essere un campione”.
Lei ha detto: “Il pareggio non serve nè all’Inter nè a noi”. Come vede il tragitto verso lo scudetto della Juve e della gestione che porta fin là?
“Ho parlato con i ragazzi nello spogliatoio perché siamo in un momento importante e ce lo siamo guadagnati. Abbiamo visto insieme il calendario: avremo 6 gare in 21 giorni, tutte bellissime che ci siamo meritati di giocare. Stiamo cullando il sogno di bissare lo scudetto e di andare avanti in Champions League. E’ una situazione nuova per noi e ci stiamo abituando a lottare per questi traguardi prestigiosi. Gestire non significa fare dei calcoli perché rischi di non entrare con il giusto approccio, la giusta mentalità e di fare danni. Ribadisco: da giocatore ho vinto scudetti con tanti punti di distacco dalla prima come ho perso con tanti punti di vantaggio sulle inseguitrici. A fare calcoli ci verrebbe il braccino corto. Pensiamo partita dopo partita. Domani cercheremo di fare come a Bologna. L’Inter è una grandissima squadra e ha dimostrato che nella singola partita può vincere chiunque. Lo hanno fatto con noi togliendoci l’imbattibilità, nel derby e nella quasi rimonta con il Tottenham”.
S’è parlato a lungo del fatto che lei vuole andare via dalla Juve. I giocatori come la vivono?
“Sono talmente sereni e concentrati che non badano alle chiacchiere, come me. Abbiamo degli obiettivi da raggiungere e guardiamo soltanto quelli. Vogliamo andare avanti in coppa sapendo che è un sogno e che a volte i sogni si realizzano anche se con una minima percentuale”.
Se dovesse togliere un giocatore all’Inter?
“Zanetti: è l’anima e il cuore di questa squadra ed è un giocatore che mi sarebbe piaciuto allenare”.
Entrambe le squadre hanno prestato tanti giocatori alle Nazionali:
“Sono partite in cui si da tutto e in cui si dimenticano in fretta le 15 ore di volo o la stanchezza per la partita giocata pochi giorni fa. Noi abbiamo avuto 15 nazionali come ne ha avuti tantissimi l’Inter. Bisogna contare che qualcuno non è tornato in ottime condizioni come per esempio Vucinic, che ha la febbre. Ovvio che le partite portano in dote delle scorie. Non mi fido dell’Inter e della sua classifica”.
Cosa risponde a Galliani che ha detto che bisgonerebbe invalidare il campionato per colpa dell’ Is Arenas?
“Sono considerazioni che fa un dirigente. Dovreste chiederlo a Marotta”.
Che partita sarà domani?
“Entrambe le squadre cercheranno la vittoria. A loro oil pareggio serve a nulla come a noi. Sarà gara aperta e bella tra due squadre che giocheranno a viso aperto”.