Juventus in progress: tutte le alternative di Cuadrado

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Massimiliano Allegri, come accadde un anno fa, studia le mosse per reinventare la sua Juventus: la chiave tattica si chiama Juan Cuadrado

Problemi opposti: un anno fa, più o meno di questi tempi, l’imperativo di Massimiliano Allegri era quello di plasmare una Juventus più europea. Tradotto: una squadra in grado esprimersi su livelli offensivi più confacenti ad una grande realtà di stampo internazionale. Questo upgrade offensivo era reso possibile da una difesa praticamente inespugnabile: allora fu 4-2-3-1, la svolta nella partita interna di campionato con la Lazio, i risultati neanche a dirlo brillanti. Vittoria della Serie A e finale di Champions League, successo svanito soltanto al cospetto dei già campioni in carica del Real Madrid. Oggi il problema è esattamente quello opposto: il calciomercato estivo ha sottratto Bonucci ed aggiunto risorse in avanti, il risultato racconta di una Juventus decisamente meno solida – da prima a quarta difesa del torneo – ma forte dell’attacco più prolifico del campionato.

Allegri e la nuova Juventus

Si è capovolta la questione e di conseguenza sono variati gli obiettivi tecnico-tattici che la gestione di Massimiliano Allegri dovrà garantire alla Juventus: raggiungere un equilibrio decisamente più strutturato di quello attuale. I bianconeri hanno incassato quattordici gol in tredici gare di campionato, subendo dunque alla media di 1.07 reti a partita: un dato che, spalmato sull’intero arco della Serie A, renderebbe una somma finale di 41 reti al passivo. Neanche a dirlo una statistica mai sfiorata dalla Juventus campione nelle ultime sei edizioni della Serie A: in tanti già stavano ipotizzando teorie secondo le quali Allegri – proprio rispetto alla passata stagione – stesse ritardando l’applicazione delle necessarie contromosse. Una svolta di cui non si avverte ancora l’immediato bisogno, da valutare comunque in relazione ai risultati finora raggiunti, decisamente non negativi, con la Juventus in piena corsa su tutti i fronti della sua stagione.

La scelta di Allegri

Qualcosa però si è mosso: il ritorno alla difesa a tre nella gara di Champions League con il Barcellona ha sorpreso chi giudicava Allegri colpevole di immobilismo. La mossa ha funzionato, nel senso che i bianconeri non hanno incassato reti, tenuta che non si è sgretolata neanche con l’ingresso in campo di Messi. Certo, il test sarebbe risultato maggiormente probante se Valverde avesse impiegato il fenomeno argentino dal primissimo minuto, ed è altrettanto indubitabile come ogni valutazione vada rimandata ad un arco di tempo senz’altro più consistente di una sola partita. Gara che l’avversario ha disputato con la qualificazione sostanzialmente in mano. Ad ogni modo il primo responso del 3-4-3, in termini di tenuta difensiva, è da considerare positivo: nessun gol incassato da una squadra del valore del Barcellona ed alcuni meccanismi apparsi più funzionali rispetto all’attuale impostazione della difesa a quattro.

La chiave Cuadrado per una Juventus mutabile

Lo switch al 3-4-3 è reso possibile dalla versatilità di un calciatore quale Juan Cuadrado: finora impiegato nel ruolo che di base lo ha contraddistinto nella Juventus di Allegri, quello di esterno alto del suo 4-2-3-1, nel nuovo assetto ha invece agito da laterale di centrocampo. Alternando fase difensiva, da quinto della linea tenuto conto dei contestuali scali, a proposizione offensiva: quella che gli viene naturale per propensione ed attitudine. Quindi abbiamo già tracciato i primi due ruoli che Cuadrado può efficacemente ricoprire nella Juventus di Allegri: esterno alto di un 4-2-3-1, lì dove è la variabile tattica che garantisce equilibrio complessivo ad un modulo decisamente offensivo, laterale di un 3-4-3, deputato invece ad abbinare le due fasi di gioco. Poter muovere una pedina sulla propria lavagna con tanta agevolezza e senza perdere in termini di efficacia è la fortuna che ogni allenatore si augura.

Gli altri due ruoli di Cuadrado

Ma non finisce qui: Juan Cuadrado è il fluidificante ideale di un 3-5-2: quinto di centrocampo, può scalare sulla linea difensiva quando chiamato in causa, può percorrere l’intera fascia per sostenere l’azione delle due punte, per rifornirle di suggerimenti. Soluzione che tornerebbe buona nel caso in cui Allegri volesse avvicinare Dybala ed Higuain e proporre un assetto a due punte pure, soluzione tattica percorsa da Conte nella ricostruzione della Juventus che è oggi e da Allegri nelle prime battute, salvo poi servirsi di una Juventus più camaleontica e soprattutto in grado di schierarsi con una difesa a quattro. Il dinamismo tattico del colombiano non si è ancora esaurito: tornando al 3-4-3 scelto da Allegri nella recente sfida internazionale con il Barcellona, Cuadrado potrebbe giocare da attaccante esterno per l’attuazione di un 3-4-3 cosiddetto puro. E dunque non con un attaccante adattato su un lato ma con una pedina sostanzialmente di ruolo: sarebbe interessante in tal senso valutare gli effetti positivi della coesistenza con Lichtsteiner, che sarebbe impiegato da esterno di centrocampo. Due cursori del genere sulla stessa corsia si tramuterebbero in un vero e proprio incubo per l’allenatore avversario, costretto a trovare contromisure rispetto al doppio incedere di due calciatori eccellenti nell’interpretazione dei compiti di fascia. E stiamo sottovalutando le risorse che un calciatore così poliedrico ti dà a gara in corso, con l’opportunità di passare da un impianto a tre ad uno a quattro con una sola indicazione. Juventus work in progress, l’arma in più si chiama Cuadrado.