Juventus, Lippi: «Conte ha aperto nuovo ciclo» - Calcio News 24
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2013

Juventus, Lippi: «Conte ha aperto nuovo ciclo»

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JUVENTUS SCUDETTO LIPPI – Lui sa cosa vuol dire vincere e soprattutto cosa vuol dire farlo nella Juventus: parliamo di Marcello Lippi, l’ultimo, prima di Antonio Conte, a vincere due scudetti consecutivi alla guida dei bianconeri:  «Cosa vuol dire? Significa che la conferma nello sport è sempre la cosa più difficile, significa che il successo vale doppio, significa che la crescita è costante e continua, significa che la forza e l’autostima sono aumentate ancora. La squadra ha ancora margini di miglioramento notevoli, come si è intuito in Champions. Sinceramente, la vera sfortuna è stata il sorteggio: il Bayern si è rivelato una superpotenza irraggiungibile persino per il Barça, un po’ logoro dopo tanti trionfi e forse stanco mentalmente, forse appagato. Ma io credo che la Juve avrebbe potuto eliminare sia il Barcellona, sia il Real, o comunque battersi alla pari. Non metto lingua nelle questioni bianconere, però sono sicuro che Andrea Agnelli e Conte abbiano le idee chiarissime su come rendere la Juventus molto più forte anche in Champions», ha dichiarato l’attuale allenatore del Guanzhou Evergrande ai microfoni di La Repubblica, dove ha parlato di un nuovo ciclo bianconero: «In Italia, certamente. A parte il Napoli, che si è battuto dall’inizio alla fine, le altre non sono state all’altezza. Il Milan si è rinnovato molto, e bene, però ha patito un inizio difficile. La Roma è stata discontinua, anche se le potenzialità sono concrete, e l’Inter ha sofferto tanto. La vera rivelazione è la Fiorentina, capace di proporre per lunghi tratti del campionato il gioco forse migliore in assoluto. Non dimentichiamo che ha cambiato 18 giocatori, l’allenatore e una parte dei dirigenti: ha davvero bruciato le tappe».

L’ex ct dell’Italia ha poi parlato degli “uomini scudetto”: «Premessa: qui si parla soprattutto di una grande, vera squadra, un collettivo formidabile. Se però cerchiamo i protagonisti che hanno inciso maggiormente, a parte Buffon e Pirlo, fuoriclasse assoluti in campo e fuori, vorrei indicarne quattro: Vidal, Barzagli, Marchisio e Chiellini. Vidal, una forza della natura, un campione totale. Barzagli, tornato a grandissimi livelli e mi fa piacere, perché dopo il mondiale 2006 e la scelta di giocare in Germania, l’avevo un po’ messo da parte. Marchisio, un calciatore del vivaio, modernissimo. E Chiellini, la solita colonna che non vacilla mai».

Infine, Lippi ha parlato del “campionato dei giovani” e del gap del calcio italiano: «Finalmente i ragazzi hanno più spazio, anche a causa della crisi e di un mercato internazionale più contratto. El Shaarawy è stato il più bravo nella prima metà dell’anno, ma anche Insigne e Sau mi sono piaciuti molto, nessun dubbio sul loro futuro. Sono felice anche per la Nazionale, non solo quella di Prandelli, che lavora benissimo, ma pure le giovanili: ci daranno soddisfazioni. Calcio tedesco? Dovremo lavorare parecchio per raggiungerli, anche perché le condizioni economiche di partenza sono molto diverse. Ma se Bayern, Barcellona e Real dispongono di fatturati incredibili, come pure i due Manchester e il Paris Saint-Germain, esiste un modello che si può seguire, ed è il Borussia Dortmund: giovane, multietnico, virtuoso nei conti societari e formidabile in campo. Ecco, bisogna imparare da loro».