La storia si ripete: dopo Zamparini-Sogliano un altro divorzio annunciato. Ma le big? - Calcio News 24
Connect with us

2012

La storia si ripete: dopo Zamparini-Sogliano un altro divorzio annunciato. Ma le big?

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

lo monaco ifa

Il copione non cambia: presidente esuberante – dirigente ambizioso è un connubio che, almeno per quanto concerne le società calcistiche, non funziona. Personalità forti che si scelgono inizialmente quasi per colpo di fulmine ma che poi, gomito a gomito nel lavoro di tutti i giorni, vedono concretizzarsi il deterioramento del loro rapporto fino all’epilogo di un’impossibile convivenza. Problemi di scelte, di campo d’azione, di potere decisionale e di strategie a breve o lungo termine.

UN ANNO FA: IL CASO ZAMPARINI-SOGLIANO – Dopo aver fatto incetta di allenatori ed in seguito alle dimissioni dell’ottimo direttore sportivo Walter Sabatini per “conflitti ideologici”, ecco che Zamparini scelse di affidare il suo Palermo all’operato di un emergente dirigente sportivo quale Sean Sogliano. Quando il Palermo sembrava avviato su un percorso nuovo ed affascinante, ecco l’immancabile divorzio: l’attuale ds del Verona lasciò tecnicamente in data 2 novembre 2011, ma i dissidi scatenanti le dimissioni risalgono alla campagna acquisti estiva, dove i due riscontrarono visioni differenti in tema calciomercato. Il patron del Palermo liquidò così il suo dipendente: “Se pensa di fare il capo ha sbagliato società, qui il capo sono io”. Storia che si è ripetuta, con tempi ancor più immediati, nel rapporto con Christian Panucci: scelto nello scorso marzo quale direttore dell’area tecnica, ad aprile aveva già rassegnato le dimissioni per incompatibilità sopravvenuta.

OGGI: STORIA DI UN DIVORZIO ANNUNCIATO – Dopo il caos della scorsa stagione e il rischio retrocessione sventato soltanto alla penultima giornata, il presidente del Genoa Enrico Preziosi aveva annunciato ingenti cambiamenti nella gestione societaria: un passo indietro a livello personale e chiavi in mano ad un dirigente navigato quale Pietro Lo Monaco, che avrebbe dovuto assumere i ruoli di amministratore delegato e direttore generale. In pratica delega totale sulla gestione e pieni poteri decisionali. Così non è andata: il patron Preziosi ha mantenuto ai vertici societari figure già in opera nella scorsa stagione, vedi il direttore sportivo Stefano Capozucca, ed ha conservato potere in prima persona, ad esempio conducendo direttamente la trattativa che ha portato Mattia Destro alla Roma. Ma Pietro Lo Monaco è oramai una figura fin troppo affermata per accontentarsi di recitare il ruolo di comprimario e, seppur non ancora ufficiale, le strade sembrano già allontanarsi. Si attende il clamoroso annuncio del divorzio: il rapporto può interrompersi consensualmente dopo appena un paio di mesi.

IL PANORAMA ITALIANO – Le squadre più accreditate attualmente non soffrono problemi di tal genere. In casa Milan c’è sintonia totale tra il presidente Berlusconi e l’amministratore delegato Galliani, ben conscio che le decisioni “calde” spettano alla proprietà. La Juventus, dopo aver ripulito i vertici dirigenziali dalla vicenda Calciopoli ed aver dato il benservito agli immediati successori – Blanc, Secco, Cobolli Gigli – vive un momento di massima serenità nel rapporto tra Andrea Agnelli e Beppe Marotta. Nella Milano sponda nerazzurra il presidente Moratti, dopo aver appreso dai propri errori, si è circondato di figure di fiducia che hanno portato a risultati di spessore. E l’eclettico De Laurentiis in casa Napoli ha optato per un direttore sportivo giovane quale Riccardo Bigon abile a mediare tra le posizioni del patron e dei suoi intermediari, rinunciando a Pierpaolo Marino, figura con cui spesso è andato in conflitto. Differente il modello in casa Roma: la società americana garantisce la base economica per gli investimenti ma ha delegato totalmente il potere di scelta alla sua dirigenza, optando infatti per due figure del calibro di Franco Baldini – direttore generale – e Walter Sabatini quale direttore sportivo e responsabile delle operazioni di calciomercato.