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Lautaro cuore nerazzurro: «Resto all’Inter anche senza Conte. Mi tatuo lo scudetto»

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Lautaro Martinez ha rilasciato una lunga intervista a Libero dove ha parlato anche del suo futuro all’Inter

Lautaro Martinez è uno degli eroi dell’Inter che si è cucita sul petto il tricolore numero 19. Il Toro ha rilasciato una lunga intervista a Libero, dove ha parlato del suo futuro e della stagione che sta per concludersi.

RINNOVO – «Non so se è già il momento, ma stiamo lavorando con la proprietà, il mio procuratore parla con i dirigenti. L’accordo si troverà. Sono tranquillo, vivo giorno per giorno. E poi io sono troppo contento di essere qua, di far parte di questo progetto. Anche quando ero al Racing ho fatto così. Se firmo un contratto lo rispetto. Se il club pensa che io meriti di più, mi chiamerà. Io ascolto e nel frattempo… lavoro». 

CONTE – «Con Conte on sono mai liti, al limite discussioni. Le discussioni servono per crescere e lui cerca sempre di tirare fuori il massimo da ognuno, anche in allenamento. Vive il calcio in maniera speciale, mi ha chiamato dopo la Coppa America e ci siamo subito capiti. Mi ha fatto crescere molto…. Speriamo che rimanga, in questi due anni abbiamo tutti fatto dei grandi passi avanti. Lui mi piace, ma se anche va via io sono un giocatore dell’Inter e continuerò a lavorare per l’Inter». 

PAPA – «Sono un papà felicissimo! È uno dei momenti più belli della mia vita: la nascita di Nina in un Paese che non è il mio e subito dopo il primo scudetto». 

TATUAGGIO – «Sì, o questa settimana o la prossima. Mi tatuo Nina e anche lo scudetto». 

BARCELLONA – «Sì, è vero, c’è stata la possibilità concreta. Ma abbiamo finito tardi la stagione, c’erano i problemi del Covid e ho scelto di rimanere. Ti dirò, per fortuna! È stata la decisione giusta». 

ARRIVO ALL’INTER – «Mi volevano Atletico Madrid e Borussia Dortmund, ma un giorno ho parlato con Ausilio, Zanetti e Milito e ho capito che Milano era la soluzione perfetta, la città giusta nel momento giusto. E non ho sbagliato, mi è piaciuto tutto dal primo giorno, il club, i tifosi».

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