Lazio, Lotito: “Io e Reja parliamo la stessa lingua”

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Raggiunto dai microfoni di Sky Sport 24 il presidente della Lazio Claudio Lotito ha risposto alle domande inerenti il futuro dei biancocelesti, sorprendentemente al secondo posto in classifica di Serie A:

Lo scorso anno salvi per un soffio, quest’anno secondi a tre punti dal Milan. Qual è la chiave di lettura del ribaltone biancoceleste? La serenità , l’equilibrio, uno spogliatoio unito e un allenatore che è riuscito ad instaurare un rapporto incredibile con tutti i giocatori. Reja è la chiave di (s)volta, è trasparente, ha la qualità  non comune di riuscire a dialogare con tutti. Io e lui, ad esempio, parliamo la stessa lingua e ci capiamo subito”.

Tutto merito di Reja, dunque, o questa è la prosecuzione del progetto iniziato da Delio Rossi? (Si irrigidisce, ndr): “Cosa c’entra Rossi, scusi? E’ andato via un anno e mezzo fa e molti dei giocatori che ci sono adesso all’epoca di Rossi nemmeno c’erano. No, Rossi non c’entra proprio niente”.

Tempi duri per tutti, anche e soprattutto per le casse dei club. Lei si sente forse un modello per i suoi colleghi in chiave investimenti mirati? Grazie, lei mi lusinga. Ma non credo gli altri si siano ispirati a me. C’è sicuramente una controtendenza dovuta a più motivazioni. Prima fra tutte, l’obbligo per le società  di adempiere al fair play finanziario imposto dall’Uefa, che entrerà  in vigore nel 2012, quando sarà  consentito un disavanzo non superiore al 10%. E solo se sarà  riconducibile a spese effettuate per la modifica degli stadi o per il settore giovanile. Mi auguro che le nuove leggi verranno applicate al più presto. La possibilità  di avere stadi a norma permetterà  alle società  di incrementare i guadagni, non solo attraverso i diritti tv o dagli sponsor. Pensi al modello inglese: per loro andare allo stadio è un vero e proprio spettacolo di entertainment che contribuisce allo sviluppo finanziario dei club anche attraverso il merchandising e a iniziative mirate. La Lazio sta avviando questo progetto: da poco ha presentato la nuova rivista ufficiale e a breve avremo radio e un canale televisivo dedicato solo alla squadra, con collegamenti in diretta da Formello e la possibilità  di essere sempre a contatto con la Lazio”.

Arrigo Sacchi, il coordinatore delle giovanili azzurre, è tornato sul tema degli investimenti sui settori giovanili, lanciando l’allarme: pochi talenti, calcio italiano in calo. Real Madrid e Barcellona, ad esempio, investono il 15% del loro capitale nei giovani, in Italia le big arrivano a malapena al 7%… Sacchi è venuto a Formello pochi giorni fa e si è complimentato con noi per le strutture che offriamo a chi veste la maglia della Lazio. E non solo ai giocatori della prima squadra. Noi abbiamo un’età  media molto bassa, tra i 23 e i 24 anni. Sacchi ha ragione, ma noi siamo tra quelle società  italiane che sui giovani puntano con decisione”.

A proposito di strutture e allenamenti. Mi può spiegare la questione dei “fuori rosa” che ha rischiato di portare al clamoroso sciopero dei calciatori. Alcuni hanno dichiarato apertamente che la colpa è sua”¦ Partendo dal presupposto che la questione, a mio avviso, è stata montata dai media che hanno creato il problema rendendolo più grande di quello che è, io dico che esiste la legge 91. Che parla chiaro e che sancisce il diritto d’allenarsi dei professionisti in rosa. Questo, sia chiaro, accade anche da noi alla Lazio. Il punto centrale è che, avendo una rosa di 38 giocatori, io credo sia più sensata una suddivisione tra quelli che si allenano con il primo allenatore, solitamente la rosa titolare, e gli altri. Sempre all’interno dalla struttura, ma non con il resto della squadra. Credo che questo sia fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio e per la serenità  della squadra stessa”.

Il vice presidente federale Demetrio Albertini ha puntato il dito contro di lei Su Albertini c’è poco da dire. Ha già  chiarito la situazione il Presidente del Coni, Petrucci: o sta da una parte (in Figc) o dall’altra (con l’Aic, il sindacato calciatori). Così è troppo facile parlare”.

Gennaio, ormai è tempo di acquisti. Il portoghese Hugo Almeida che tanto vuole Reja, lo compra? Ci stanno attribuendo molti nomi, quando in realtà  noi non siamo in contatto con nessuno di loro”. Poi Lotito si ferma, fa una telefonata, riattacca e dice: “Scriva così: la società  farà  di tutto per accontentare le richieste dell’allenatore”.

Grazie per il suggerimento. E a chi farà  il regalo più bello per Natale? A Reja, Hernanes o Zarate? “I regali si fanno se si sentono. Tutta la squadra merita di ricevere un regalo. Certo, abbiamo alcuni giocatori che fanno la differenza, ma privilegiare qualcuno al posto di qualcun altro rovinerebbe l’equilibro che ci rende forti”.

E’ Natale, sia buono e confessi: il suo sogno sotto l’albero da Presidente qual è? Costruire la Città  Stadio, affinchè ogni tifoso possa sentirsi sempre più vicino alla squadra e condividere, insieme, i valori che la fanno grande; Olimpia, l’aquila, è il simbolo della Lazio che vola in alto nel cielo. Ah, e poi ovviamente sogno una buona posizione in classifica alla fine dei giochi…”.

Fonte: tuttomercatoweb.com