2013
Milan rigor mortis: tre penalty contro in tre gare
MILAN RIGORI SERIE A – Lo Juventus-Milan più brutto degli ultimi vent’anni di calcio italiano non poteva che essere deciso da un pacchiano errore difensivo: Abate lascia sfilare un pallone nel 99% dei casi innocuo, Asamoah vi si getta come il migliore dei rapaci e Amelia lo stende con una perfezione degna di un wrestler, non c’è penalty più sacrosanto. Strano che una squadra come il Milan sia già al terzo rigore contro nelle ultime tre giornate; strano perché di solito dei rossoneri si parla sempre in relazione ai rigori a favore, quasi mai di quelli contro. Sarà una statistica bizzarra, ma il Milan difficilmente commette falli nella propria area. Ieri sera però il patatrac è stato completo e i quattro punti di vantaggio sulla Fiorentina adesso sono diventati solo uno, e pensare che al 60′ della sfida di Firenze si parlava addirittura di secondo posto.
Proprio a Firenze sono arrivati gli altri due tiri dal dischetto contro gli uomini di Allegri, anche se molto meno netti di quello di ieri sera. La giornata di grazia al Franchi di Tagliavento portò in dote una delle gare più discusse del 2012-13, ma al di là dei veri o presunti falli, ciò che colpisce è l’ingenuità che ha portato i difensori rossoneri a farli. Nocerino cintura Ljajic, De Sciglio sgambetta Cuadrado e Amelia schianta Asamoah, può darsi che in qualche caso l’arbitro abbia sbagliato ma sicuramente l’errore principale è dei giocatori del Milan, troppo avventati in certe occasioni e poco concentrati sull’azione di gioco. La rimonta clamorosa durata un girone e mezzo rischia di vanificarsi, a fare le scalate si impeiga meno sforzo mentale che a mantenere la posizione raggiunta: forse sono ancora peccati di gioventù, forse stanchezza e mancanza di lucidità, fatto sta che il momento non è proprio favorevole per cali del genere. Cosa serve adesso? Servirebbe rigore, più morale che dagli undici metri.