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2013

Modena, Novellino: «Perso treno Inter e Juventus»

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MODENA NOVELLINO – Ha battuto il Padova al debutto, ora è alla seconda partita alla guida del Modena: parliamo di Walter Novellino, tornato ad allenare: «Aspettavo da tanto questo rientro. Avevo immaginato la A, invece è arrivata la chiamata del Modena. E’ una grande occasione in una società seria. E abbiamo cominciato bene. Ma io ho solo messo alcune cose nel modo che volevo. Ho trovato una squadra pronta e inquadrata tatticamente. Merito di Dario (Marcolin, ndr ). Ha fatto un buon lavoro davvero», ha dichiarato al Corriere dello Sport il tecnico, che ha avuto modo di analizzare il mondo del calcio dall’esterno: «Questo Paese ha davvero perso il senso del merito. Ma io sono abituato da sempre a farmi spazio. Si vede che è destino. Ho visto un mondo molto cambiato. C’è un ritorno al possesso palla ossessivo. La ricerca di trame di gioco per vie orizzontali. Io ho preferito dall’inizio sviluppare la manovra verticalmente. Si vede che tutti cercano di copiare il sistema spagnolo. Ma noi abbiamo altre caratteristiche tecniche. Montella è la vera novità. Zeman è ancora quello di Foggia. Alla Roma non ha avuto tempo, avrebbe potuto fare bene. Totti unico. Mi piace molto anche la Nazionale di Prandelli. Balotelli devastante. Conte ha mescolato aggressività e organizzazione maniacale, proponendo un calcio moderno ma anche idee del passato rivisitate con una passione e un’intensità straordinarie».

Novellino ha anche analizzato la sua ripartenza dalla B dopo quattro promozioni in A: «Probabilmente è stata colpa mia. Io amo tanto il campo e mi sono fatto trascinare in scelte sbagliate. Avrei dovuto sposare progetti più solidi, riflettere. Ma va bene anche così. Inter? Per la verità c’era stata anche un’ipotesi Juve. Diciamo che ho perso tutti i grandi treni che sono passati! Ma sono vivo e non mi rassegno. E’ stata faticosa, ma la mia strada l’ho sempre percorsa con le mie energie e grazie al mio lavoro. Ho 59 e nessuno mi ha mai regalato niente. Napoli? Pagai le idee differenti dei due presidenti. Ferlaino non vedeva un Napoli senza di me ed era convinto di dover continuare sulla strada tracciata. Corbelli, invece, impose Zeman. Avevo riportato la squadra in A e mi venne negata la possibilità di guidarla. Dovetti ricominciare da Piacenza. Con un’altra promozione. Mi sono sempre dovuto rimboccare le maniche. Oggi è una grande realtà del calcio italiano. C’è innanzi tutto una società forte, che pianifica il futuro. Competitiva dentro e fuori del campo. Competente. Protagonista come merita una città inimmaginabile e bellissima come Napoli. Allenare Cavani? A chi non piacerebbe, è tra i primi calciatori al mondo, un fuoriclasse unico e irripetibile. Sono convinto che resterà a lungo in azzurro con Mazzarri. Per vincere».

Infine, Novellino ha tracciato un bilancio della Serie B: «Si è modificata in positivo perché c’è spazio per i giovani bravi. E’ un serbatoio. Le novità annunciate come i tetti salariali, la rivisitazione del format vanno benissimo. Le società debbono avere un equilibrio anche economico e puntare sui nostri talenti. A Livorno avevo ricostruito bene una squadra che sfiorò i play off con me nel primo anno. Poi la società prese altre strade. Ma ho un ottimo ricordo di Spinelli e di quella esperienza. A Reggio è andata diversamente, purtroppo. E mi è dispiaciuto tanto. Come finirà questa stagione? Vincerà meritatamente il Sassuolo. Poi dico Verona e Livorno, perché sono state le squadre più continue. I play off? Penso che ci saranno. Sarebbe più interessante per tutti. Modena? A quota 50 e alla salvezza. Poi si vedrà. Il gruppo è stato allenato con scrupolo. Ha pagato la lunga sosta e il mancato recupero di qualche infortunato. Ma le potenzialità rimangono intatte. E’ il tempo che si è fatto stretto. Ecco perché contro la Juve Stabia dobbiamo ripeterci. Voglio un’altra gara perfetta come a Padova».

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