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2013

Monaco, Ranieri: «Inter? Anziché comprare vendevano?»

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MONACO RANIERI – E’ ripartito dalla Ligue2 Claudio Ranieri, che sta guidando una delle squadre più ricche d’Europa verso la promozione ed il rilancio internazionale. Intervistato da ExtraTime, il tecnico italiano ha parlato della sua avventura in Francia alla guida del Monaco: «Promozione? Calma, siamo sempre stati nei primi tre, ma in autunno non giocavamo così bene. La chiave? Obbadi. A fine ottobre vincevamo 1-0 contro il suo Troyes in Coppa di Lega, poi è entrato lui e ha cambiato la partita. L’abbiamo comprato e ha cambiato anche noi. A chi assomigliamo? Se ne facciamo un discorso di pressione, al Chievo».

L’ex allenatore di Juventus, Roma e Inter ha fornito la sua personale ricetta, non tralasciando un salto nel passato: «Servono giovani con avvenire e anziani che non siano gelosi. Io al Chelsea ho avuto Desailly e Zola, al Valencia Carboni, Alain Roche e tanti altri. Grande scoperta? Difficile… forse John Terry. Un giorno lo vidi con le riserve del Chelsea e dissi: “Diventerà capitano della nazionale”. I miei titolari erano Leboeuf e Desailly, campioni di tutto con la Francia, ma cambiai. Stava fuori Leboeuf. Mai per più di due anni in un club? Perché una squadra al massimo non l’ho mai avuta. All’Inter, ad esempio, credo di essere stato l’unico allenatore per cui invece che comprare si è venduto. Secondo me chi ha pensato che all’Inter fosse tutta colpa mia, non capisce di calcio. Però non parliamone, acqua passata non macina più. Errori? Non sarei dovuto tornare a Valencia nel 2004 e neanche andare via nel ’99: chiesi 2-3 rinforzi ma il club disse no, cambiò tecnico e vinse».

Ranieri, prima di passare al Monaco, sembrava vicino ad un ritorno al WBA, ma per il futuro ha in serbo un sogno: «Vero, ma a maggio ho quasi scelto il Qatar. Era tutto fatto, poi è arrivato il Monaco. Per il prossimo mercato sento un sacco di nomi, anche Tevez. Ma non ci credo. Ryblolovlev? Ci incontriamo una volta a settimana. Parla solo russo e, vero, non ama mostrarsi. Ma vuole portarci in Europa. Un mio desiderio? Vorrei allenare una nazionale, un giorno».

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