2013
Napoli, De Laurentiis: «Ecco come cambiare il calcio»
SERIE A NAPOLI DE LAURENTIIS – Intervenuto al convegno “La riforma del calcio professionistico” organizzato dalla Lega Pro a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia, Aurelio De Laurentiis ha illustrato le sue idee per trasformare il mondo del calcio e metterlo al passo del resto del mondo: «Serve una riunione per una formattazione diversa dei campionati con Mario Macalli, presidente della Lega Pro, e la Serie B, ma troviamo sempre delle scuse. Non possiamo metterci altri 10 anni per ridurre la Serie A a 16 squadre. Caro Macalli, ti ringrazio di aver fatto questo convegno perché non bisogna mai stare fermi sulle proprie barricate. Vorrei darti una mano, ma se tu non apri un tavolo fattivo, sul piano pragmatico poi cosa quagliamo? Se vogliamo rivoluzionare il calcio, in tre mesi lo facciamo», ha dichiarato il presidente del Napoli, che ha anche parlato di seconde squadre e nuovi stadi: «Ci dobbiamo preoccupare delle società e di formare i giovani del futuro, perché non possiamo continuare a comprare all’estero. Basterebbe iniziare a schierare le nostre squadre Primavera in Lega Pro per far crescere e valorizzare i giovani, in modo da avere in casa un serbatoio che garantisca i rinforzi del futuro. Prima di fare gli stadi dobbiamo liberalizzare il rapporto tra club e tifosi. Il club deve stabilire un decalogo con regole alle quali tutti devono attenersi per venire allo stadio. Io devo valutarti e farti le analisi. Dobbiamo stabilire una legge che ci permetta di sapere chi sono i fruitori di questo luogo pubblico straordinario».
E a proposito di stadi, De Laurentiis ha pensato ad un San Paolo diverso: «Se potessi costruire un nuovo stadio abolirei le curve. I miei tifosi sono venuti da me e mi hanno detto nel caso di una ristrutturazione del San Paolo: presidente se lo fa, costruisca i gradoni perché noi i seggiolini li spacchiamo. Ho risposto: ma le norme Uefa ce li impongono addirittura di 33 centimetri e non da 25 come li abbiamo ora. Adoro le curve, so quanta passione c’è lì. Questo non significa che non dobbiamo mettere quegli spettatori nelle condizioni di vedere la gara. Parlo di visibilità. Io “sposterei” le curve nelle due tribune da 25 mila posti l’una e dietro le porte si potrebbero realizzare aree di frequentazione a costi contenuti per mangiare e vedere le partite da lì. La Formula 1 massimalizza lo spettacolo. Allo stadio anche noi dobbiamo offrire il massimo: campi più vicini al pubblico, servizi migliori, dando la possibilità a chi paga 10 euro di vedere la partita come la vede chi ne paga 100. Dobbiamo pensare che non si può accontentare tutti, perché per accontentare tutti non si accontenta nessuno».