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2015

De Laurentiis: «Ciro ucciso dalla politica»

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Il presidente del Napoli propone nuovi controlli e attacca Roma

Dalla morte di Ciro Esposito alla sicuezza di Roma: il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ne ha per tutti, in particolar modo per i politici e, parlando nel corso di una intervista ripresa da Il Tempo di sicurezza dentro e fuori gli stadi italiani, mette in campo le proprie proposte. Per De Laurentiis è il momento di mettere da parte le parole e i buonismi, niente più steward allo stadio, ma un vero e proprio esercito privato di poliziotti armati e comandati direttamente dalle società di calcio. Un modello inglese un po’ più estremo. 

L’AFFONDO – Così De Laurentiis: «La politica è la vera responsabile della morte di Ciro Esposito. Le forze dell’ordine non sono le uniche responsabili di quanto accade intorno a un evento sportivo. Anche le società hanno la loro fetta di responsabilità, che il premier Matteo Renzi vuole aumentare se non altro nella misura del contributo economico». Cosa fare, dunque? De Laurentiis in proposito ha le idee molto chiare: «Lo steward non serve a niente. Ci diano duecento poliziotti addestrati che possiamo comandare noi». Quindi la bordata finale a Roma, con riferimento a quanto accaduto alla Barcaccia in occasione della trasferta capitolina dei tifosi del Feyenoord qualche mese fa ormai: «Si continua a considerare Roma sicura, poi sono arrivati gli olandesi, non dico i pigmei, e hanno distrutto la Barcaccia»