Hanno Detto
Nesta si schiera: «Bastoni? Anche io ho simulato tantissime volte. La morale a lui non la farò mai, per me è super!»
Nesta: «Bastoni? Anche io ho simulato tantissime volte. La morale a lui non la farò mai, per me è super!». Le sue parole
Presente in tribuna a Bergamo per assistere alla vittoria dell’Italia contro l’Irlanda del Nord, Alessandro Nesta ha analizzato il momento degli azzurri ai microfoni di Sky Sport. L’ex difensore, oggi allenatore, ha commentato il percorso della Nazionale e le prospettive in vista della sfida con la Bosnia, appuntamento che può valere la qualificazione al Mondiale.
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BASTONI – «Bastoni da centrale sfrutta meno le sue caratteristiche offensive, ma devo fargli i complimenti perché gli hanno rotto un sacco le scatole per la simulazione e ieri, pur non essendo al meglio, è tornato facendo una grande partita. Io sono passato sempre per giocatore corretto, ma anche io ho simulato tantissime volte. La morale a Bastoni non la farò mai, per me è super».
SFIDA IRLANDA DEL NORD – «Mi sono preoccupato anche io nel primo tempo. Se i valori escono fuori, non c’è partita con nessuna delle Nazionali impegnate nel playoff. Il problema però è la pressione che ti mette la maglia dell’Italia, che è superiore rispetto per esempio a quella di Bosnia o Irlanda del Nord. La gestione del primo tempo è stata il frutto della tensione che avevano gli azzurri. Bisogna essere consapevoli che ancora è dura, anzi che in Bosnia sarà ancora più dura. Ci aspetta un ambiente caldissimo, con un’avversaria che ha valori superiori rispetto all’Irlanda. Io e Zambrotta siamo dei cecchini. Eravamo a Wembley quando abbiamo vinto l’Europeo e c’eravamo anche ieri sera a Bergamo. Martedì? Io non posso andare, chiamate Zambrotta però»
MONDIALE – «Queste sono partite di nervi, il tarlo che non andiamo a fare il Mondiale è entrato ormai nel nostro cervello. Qualificarci non rappresenta un’impresa tecnica, perché noi siamo più forti degli altri, ma si gioca tutto sui nervi. Nel 2006 la vittoria del Mondiale ha aiutato il calcio italiano dopo Calciopoli, oggi il calcio italiano ha bisogno più che mai della Nazionale. Senza dimenticare poi il punto di vista individuale: fare bene un Mondiale, da calciatore, ti cambia vita e carriera. Conosco benissimo Rino Gattuso. Lui ci sta male, si sente responsabile di questa situazione e farà di tutto perché l’Italia vada al Mondiale. Nel primo tempo l’ho visto in tensione ieri, ha un senso di responsabilità davvero troppo grande»