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Pagelle Brasile Norvegia: i TOP e i FLOP della sfida valida per gli ottavi di finale del Mondiale
Pagelle Brasile Norvegia: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026
Pagelle Brasile Norvegia: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026.
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Ecco i Top e i Flop della sfida degli ottavi di finale tra Brasile e Norvegia vinta da Haaland e compagni col punteggio di 2-1
I Top
- Erling Haaland (Norvegia). Il gigante norvegese si prende la scena nel secondo tempo. Dopo una prima frazione opaca perché ben contenuto dalla difesa brasiliana, sale in cattedra e punisce con una doppietta da attaccante vero. Prima, uno stacco di testa imperioso per sbloccare la gara; poi, un potente mancino da fuori per sigillare il 2-0. Un mostro o, se volete, semplicemente un fuoriclasse.
- Orjan Nyland (Norvegia). Assoluto protagonista e tra i migliori in campo. Para un calcio di rigore fondamentale a Bruno Guimaraes nel primo tempo, mantenendo la partita in equilibrio, e nel secondo si supera ripetutamente: sventa le occasioni di Martinelli, Vinicius, Rayan e, soprattutto, evita un clamoroso autogol di Ajer con un intervento miracoloso che lo porta a deviare la palla sul palo.
- Martin Odegaard (Norvegia). Fondamentale nel centrocampo scandinavo. Non si accende tantissimo in zona gol, pur provandoci più volte (ottima la risposta di Alisson sul finire di tempo), ma gestisce magistralmente il possesso palla e i ritmi della squadra, recuperando inoltre falli e angoli decisivi.
I Flop
- Bruno Guimaraes (Brasile). L’errore dal dischetto sullo 0-0 pesa come un macigno sull’economia della gara e sul percorso del Brasile al Mondiale. Una conclusione a mezza altezza e troppo centrale, facile preda per Nyland.
- Endrick (Brasile). Entra nel secondo tempo e ha subito la palla per cambiare il volto della gara. Un controllo errato a tu per tu con Nyland e un pallonetto mal calibrato condannano il giovane talento brasiliano a un dibattito che durerà molto: è o non è il futuro del Brasile, dopo non essere riuscito a essere il presente?
- L’attacco del Brasile in generale. Tanto talento, tantissime occasioni create, zero precisione. Cunha spreca in contropiede, Martinelli e Vinicius sbattono più volte sul muro norvegese, Endrick non concretizza. Manca l’istinto del killer.
- L’approccio del Brasile nella ripresa. Dopo un primo tempo vibrante e sfortunato, la nazionale di Ancelotti cala vertiginosamente nella ripresa. Subisce il palleggio lento ma efficace della Norvegia e lascia troppo spazio a Haaland, perdendo progressivamente lucidità e organizzazione tattica. Il finale volitivo mitiga il punteggio ma non cambia la sostanza delle cose: eliminato agli ottavi, non succedeva da 40 anni.