2013
Palermo, Hernandez: «Tra la depressione e il ritorno in campo»
PALERMO HERNANDEZ – I colleghi del Corriere dello Sport hanno intervistato, per l’edizione odierna, Abel Hernandez, il quale è recentemente tornato in campo dopo uno stop di sei mesi. L’attaccante uruguaiano del Palermo, costretto ai box per un brutto infortunio al ginocchio, ammette la disavventura che ha passato, anche a livello psicologico, ma ha manifestato grande soddisfazione per essere tornato a disposizione del club siciliano: «E’ stata dura, vedere gli altri che giocano e tu che non puoi dare una mano è brutto. Venivo da altri due infortuni muscolari che mi hanno tenuto fuori a lungo. In 4 anni che sono a Palermo non ho mai fatto una stagione completa al 100%. Non ho passato bei momenti ma ho capito tante cose. L’utilizzo della parola depressione? Sono problemi personali di cui non parlo molto neppure coi miei genitori, ma sì, due o tre volte in questi mesi, ho pensato davvero di mollare tutto. Mi stavo buttando giù, pensavo di non farcela. La prima volta è successo d’improvviso: ero a casa, guardavo una partita di Champions League. Improvvisamente senza un motivo preciso, sono andato in camera mia, al buio e ho cominciato a piangere. Poi mi è ricapitato dopo la gara interna col Pescara, pareggiata per 1-1. Sembrava tutto finito, la sensazione che nulla sarebbe stato più lo stesso. Mi sentivo male, impossibilitato a far qualcosa; non andavo neanche allo stadio a vedere le partite. Ma alla fine ne sono venuto fuori. Il feeling con il pubblico palermitano? Questa città è la mia seconda casa e a questa maglia mi sono attaccato in modo incredibile, quanto quella del Penarol che è la squadra della mia vita. Non scorderò mai nè la notte della finale di Coppa Italia nè l’applauso dei tifosi quando sono rientrato col Bologna 15 giorni fa. A loro dedicherò il primo gol che tornerò a fare. Se credo che verrò ceduto? No perché ho giocato appena 10 partite, non penso di avere un grande mercato e ho ancora 3 anni di contratto col Palermo. Io qui sto bene e sono pronto a restare anche in B. Non retrocederemo, ma se succedesse la colpa sarebbe anche un po’ mia e farei di tutto per riportare subito la squadra in serie A.»